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Covid: ristoratore in intensiva, errore non vaccinarmi

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Di ANSA
"Aiutare gli altri a prendere subito la decisione per vaccino"
"Aiutare gli altri a prendere subito la decisione per vaccino"

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">BOLZANO</span>, 18 <span class="caps">GEN</span> – “Non pensavo che questo virus<br /> potesse essere così, altrimenti, anche con tutti gli effetti<br /> collaterali che può avere un vaccino, lo avrei fatto senza<br /> esitazione. Spero di poter ritornare quanto prima al mio lavoro<br /> e alla mia vita normale”. Sono le parole di Pietro Candela,<br /> ristoratore di Bolzano ricoverato in terapia intensiva ad inizio<br /> gennaio. “Che questo – aggiunge in un breve videomessaggio dal<br /> suo letto d’ospedale – mi serva da lezione e possa aiutare<br /> qualcuno che prenda subito la decisione di vaccinarsi perché<br /> credetemi non si può morire nel giro di quattro ore e lasciare<br /> una famiglia nel terrore”. Il bolzanino ha un piccolo ristorante che si affaccia sui<br /> prati del Talvera a Bolzano, La casa di Jo. “Il giorno 30 – ricorda – abbiamo preparato il cenone per il 31 e la mattina mi<br /> sono recato in farmacia per fare il test e da lì è iniziato<br /> tutto. La farmacista dopo un quarto d’ora mi chiama e mi dice<br /> che sono positivo e devo andare in isolamento”. “Dopo otto<br /> giorni di tira e molla a casa con farmaci cercando di trovare<br /> una soluzione avevo sempre la febbre, ho deciso di andare in<br /> ospedale. E lì i dottori mi hanno messo subito davanti ad una<br /> realtà bruttissima. I polmoni erano andati in tilt. Pensavo di<br /> non farcela più”, prosegue Candela con la voce ancora debole.<br /> Fortunatamente il bolzanino ora si sta riprendendo. “Mi hanno<br /> tolto il respiratore forzato. Con l’aiuto dell’ossigeno sto<br /> andando avanti, sperando di tornare presto alla vita normale. I<br /> medici sono stati fantastici, la loro preoccupazione si vede<br /> negli occhi e anche nel modo di agire. Ci hanno accompagnato in<br /> questo percorso duro che, se Dio vuole, finirà presto.<br /> Guardandomi indietro penso di avere fatto una scelta sbagliata:<br /> quella di non vaccinarmi, perché ho fatto rischiare la vita<br /> anche a mia mamma e a mia moglie in maniera esagerata”, conclude<br /> il ristoratore. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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