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Torna in aula il 'caso' Shalabayeva per processo appello

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Di ANSA
Lunedì il via al procedimento davanti alla Corte di Perugia
Lunedì il via al procedimento davanti alla Corte di Perugia

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">PERUGIA</span>, 15 <span class="caps">GEN</span> – Approda lunedì davanti alla Corte<br /> d’appello di Perugia il processo legato al ‘caso’ Alma<br /> Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov,<br /> espulsa verso il Kazakhstan nel 2013 insieme alla figlia Alua. Al vaglio dei giudici di secondo grado la sentenza di primo<br /> grado che nell’ottobre del 2020 condannò, tra gli altri, Renato<br /> Cortese, che all’epoca dei fatti guidava la squadra mobile di<br /> Roma, e Maurizio Improta, al tempo capo dell’l‘Ufficio<br /> immigrazione, a cinque anni di reclusione e all’interdizione<br /> perpetua dai pubblici uffici. Condannati a due anni e mezzo<br /> l’allora giudice di pace Stefania Lavore, a cinque anni i<br /> funzionari della mobile romana Luca Armeni e Francesco<br /> Stampacchia e a quattro anni e tre anni e sei mesi quelli<br /> dell’Ufficio immigrazione Vincenzo Tramma e Stefano Leoni. In particolare per Cortese, Armeni, Stampacchia, Tramma, Leoni<br /> e Improta la condanna è per sequestro di persona. Gli imputati furono invece assolti da una decina dei capi<br /> d’accusa per falso ideologico, abuso e omissione d’atti<br /> d’ufficio. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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