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Covid: primario Partinico, serve immediatamente un lockdown

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Di ANSA
Appello direttore Covid Hospital, rischiamo una catastrofe
Appello direttore Covid Hospital, rischiamo una catastrofe

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">PARTINICO</span>, 07 <span class="caps">GEN</span> – “Serve immediatamente un<br /> lockdown tra 15 e 20 giorni. Chiudiamo tutto altrimenti<br /> rischiamo a una catastrofe”. Vincenzo Provenzano, direttore<br /> dell’unità operativa Medicina e diabetologia e direttore medico<br /> del Covid Hospital di Partinico lancia un appello. Davanti<br /> all’impennata dei contagi trainata dalla nuova variante Omicron<br /> fuori dal nosocomio è stata montata la notte scorsa una<br /> tensostruttura. “Qui abbiamo dovuto aprire un altro piano, non<br /> ci sono più posti. Stiamo riempiendo tutto, arrivano da ogni<br /> parte”, dice Provenzano senza nascondere la propria<br /> preoccupazione. “Sono l’80 per cento i non vaccinati, il<br /> restante 20 per cento è formato da vaccinati con seconda dose da<br /> più di quattro mesi ma con patologie pregresse. Questa variante<br /> per chi non è vaccinato è pericolosissima. Chi dice il contrario<br /> non ha mai lavorato in un reparto Covid”. E ribadisce<br /> “Continuare a ripetere che la variante Omicron è poco più di un<br /> raffreddore è un errore . Non è affatto meno virulenta. Lo è nei<br /> soggetti vaccinati con terza dose, che rischiano, però, di<br /> essere, in quanto paucisintomatici, vettori del contagio,<br /> rendendo praticamente impossibile la tracciabilità”. In chi non<br /> è vaccinato la malattia è “devastante”, anche tra i giovani.<br /> “Non si tratta più solo di un’infezione respiratoria, ma di una<br /> patologia multiorgano – avverte Provenzano -. E’ una malattia<br /> completamente nuova e chi non è protetto dal vaccino si infetta<br /> in maniera grave. Abbiamo avuto, persino, il caso di un giovane<br /> di 30 anni che ha rischiato di morire per un’occlusione”. Oltre<br /> ai contagi c‘è anche il problema dei sanitari positivi. Medici e<br /> infermieri che si trovano in isolamento a casa. “Un’emergenza<br /> altrettanto grave – conclude Provenzano – Tanti continuano a<br /> infettarsi, con una simile velocità di contagio mi chiedo chi<br /> rimarrà a curare i pazienti in corsia? Chiudiamo tutto, per<br /> almeno due settimane, per scongiurare una catastrofe”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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