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Covid: positivo ma con green pass attivo, 44enne attende Asl

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Di ANSA
Ad Acerra contagiata intera famiglia, quasi tutti vaccinati
Ad Acerra contagiata intera famiglia, quasi tutti vaccinati

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ACERRA</span> (<span class="caps">NAPOLI</span>), 07 <span class="caps">GEN</span> – È positivo al Covid dal 3<br /> gennaio, ma dice di avere il green pass ancora valido,<br /> nonostante il tampone molecolare e l’inserimento in piattaforma<br /> da parte del medico e del laboratorio che ha effettuato il test.<br /> Accade ad Acerra, nel Napoletano, dove il 44enne Luca (nome di<br /> fantasia), è in attesa da giorni di essere contattato dall’Asl,<br /> dopo aver effettuato due tamponi rapidi ed un molecolare, tutti<br /> privatamente, ed essere risultato positivo agli ultimi due test.<br /> Ammalatosi già a novembre del 2020, quando era stato costretto<br /> anche ad una terapia di ossigeno, è vaccinato, così come la<br /> moglie, che ha ricevuto la doppia dose, ma che è risultata anche<br /> lei positiva ad uno dei tamponi rapidi ed al molecolare. “Sono<br /> positivi anche i miei due figli – spiega – di 15 e 11 anni. Il<br /> mio medico ci ha inseriti in piattaforma così come il<br /> laboratorio dove abbiamo effettuato il molecolare. Ma ad oggi<br /> nessuno dall’Asl ci ha contattati per effettuare i tamponi ai<br /> miei figli, ed il green pass rilasciatomi in farmacia al primo<br /> tampone rapido negativo, risulta ancora attivo e valido”. Luca racconta di aver effettuato, insieme con la moglie, un<br /> primo tampone rapido in farmacia il 30 dicembre, dopo aver<br /> scoperto di essere stato in contatto con un positivo qualche<br /> giorno prima. “Tutti e due siamo risultati negativi e mi hanno<br /> rilasciato il green pass. Di notte non mi sono sentito bene, e<br /> abbiamo comprato dei test rapidi che sono risultati positivi per<br /> me e mia moglie, mentre i miei figli erano negativi. Siamo stati<br /> inseriti in piattaforma dal medico, ma abbiamo comunque deciso<br /> di fare un molecolare a pagamento perché sapevamo che all’Asl<br /> erano oberati di lavoro. Anche i molecolari, datati 3 gennaio,<br /> hanno dato esito positivo. E siamo stati messi di nuovo in<br /> piattaforma. Poi i miei figli hanno avuto la febbre e hanno<br /> fatto un tampone rapido, risultato positivo. Ma ad oggi nessuno<br /> ci ha contattati. Solo il mio medico curante si tiene in<br /> contatto con noi per verificare che tutto vada bene. Ha più<br /> volte contattato anche l’Asl, per sollecitare il tampone ai miei<br /> figli, ma nulla da fare. Sarò costretto a pagare di nuovo per<br /> far fare loro un molecolare, in vista della riapertura delle<br /> scuole”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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