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Nuova specie animale scoperta su ghiacciaio Calderone

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Di ANSA
Grazie a ricerca università Milano e L'Aquila
Grazie a ricerca università Milano e L'Aquila

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – L’<span class="caps">AQUILA</span>, 05 <span class="caps">GEN</span> – Una specie animale nuova per<br /> la scienza, che appena scoperta è già a forte rischio di<br /> estinzione. Si tratta di una specie appartenente ai collemboli,<br /> piccoli animali simili a insetti a cui appartengono le<br /> cosiddette “pulci dei ghiacciai”. Trovata sul ghiacciaio del<br /> Calderone, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della<br /> Laga, in Abruzzo, è stata denominata “Desoria calderonis”<br /> proprio per associare al nome il luogo nel quale è stata<br /> individuata e di cui è probabilmente esclusiva. E’ stata<br /> scoperta e descritta grazie ad uno studio condotto sul<br /> ghiacciaio e coordinato dall’Università Statale di Milano e<br /> dall’Università dell’Aquila. La ricerca è stata pubblicata sulla<br /> rivista scientifica internazionale European Journal of Taxonomy. A condurre la ricerca è stato un team coordinato da Marco<br /> Caccianiga e Barbara Valle, dell’Università Statale di Milano, e<br /> da Michele Di Musciano, dell’Università dell’Aquila, che ha<br /> coinvolto un gruppo di studiosi delle università di Milano,<br /> l’Aquila e Siena. Il lavoro svolto sul campo è stato impegnativo<br /> e particolarmente complesso e si è avvalso del prezioso supporto<br /> del Rifugio Franchetti. “Questo piccolo animale – spiegano gli studiosi – si è<br /> rivelato essere esclusivamente legato al poco ghiaccio coperto<br /> da detrito che ora costituisce quel che rimane del Ghiacciaio,<br /> in via di rapida scomparsa a causa del riscaldamento climatico.<br /> Appena scoperta, è quindi già fortemente a rischio d’estinzione<br /> nel prossimo futuro, insieme ad altre specie ancora da scoprire.<br /> Questi studi sono essenziali per fornire nuove conoscenze sul<br /> rischio di estinzione delle specie in seguito ai cambiamenti<br /> climatici, essenziali per indirizzare le politiche di gestione e<br /> conservazione della biodiversità. Inoltre, forniranno<br /> informazioni utili su scala globale, in quanto gli ambienti di<br /> alta quota sono da tempo riconosciuti come delle vere e proprie<br /> sentinelle dei cambiamenti climatici”, concludono. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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