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Mauritania, la sfida della Grande Muraglia Verde. Obiettivo combattere la desertificazione

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Di Debora Gandini
Mauritania
Mauritania   -   Diritti d'autore  euronews   -  

E’ conosciuta come la Grande Muraglia Verde. Un muro fatto non di cemento ma di alberi che dovrebbe attraversare tutta l’Africa da ovest verso est per circa 8mila km, con un obiettivo: fornire cibo e un futuro a milioni di persone che vivono in una regione in ginocchio a causa dei cambiamenti climatici.

Il progetto partito nel 2007 sta tuttavia andando a rilento. La siccità, le temperature che si sono alzate a causa dei cambiamenti climatici, hanno fatto morire migliaia di alberi già piantati nel deserto della regione del Sahel. Ma il lavoro prosegue. Intanto in Mauritania, uno degli undici paesi interessati dalla Grande Muraglia Verde, è una corsa contro il tempo. Le case stanno scomparendo sotto le dune. Servono dunque sistemi di irrigazione e pozzi per l’acqua.

"Dal 2018 piove pochissimo - racconta Salem. Da allora le persone utilizzano gli idranti per i palmeti. Grazie a questo metodo siamo riuscite a salvare le piante. Le persone hanno bisogno di aiuto durante i periodi di siccità. Con le pompe a energia solare siamo riusciti a distribuire acqua a tutti e a soddisfare il fabbisogno idrico."

In questa grande sfida contro il deserto che avanza, le persone devono affrontare anche un’altra battaglia causata dai cambiamenti climatici. Il clima sempre più bizzarro, poche piogge e venti fortissimi. Quello che la popolazione sta facendo è trovare un modo per proteggere i palmeti anche dagli effetti del vento.

Aiuti dai governi contro la desertificazione

Intanto un aiuto arriva intanto dal governo della Mauritania con corsi di formazione per i cittadini per aiutarli nella coltivazione di piante e colture. Un modo per far fronte alla desertificazione.** Marieme Bekaye**, ministro dell'Ambiente e dello sviluppo sostenibile del Paese racconta che il programma del Grande muro verde ci concentra sullo anche sullo sviluppo rurale integrato. “Vuole coniugare gli obiettivi di conservazione dell'ambiente con quelli di creazione di poli di sviluppo rurale. Un modo per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni più vulnerabili.”

Secondo il rapporto dell'UNCCD, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione, lo scorso settembre soltanto 4 milioni di ettari sui 100 milioni previsti, sono stati completamente recuperati. Altri 18 milioni di ettari sono in fase di lavorazione.

I paesi coinvolti nel progetto sono Algeria, Burkina Faso, Benin, Camerun, Ciad, Capo Verde, Gibuti, Egitto, Etiopia, Eritrea, Libia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Somalia, Sudan, Gambia e Tunisia. Tra i paesi che hanno piantato più alberi per il progetto, l'Etiopia ancora una volta sta davanti a tutti con ben 16 milioni di piante mentre in coda c'è il Ciad con solo 1 milioni di piante.

Risorse addizionali per questo articolo • AFP