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Il Donbass sempre più nella sfera russa: agevolazioni da Mosca per le imprese

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Di Euronews
Il Donbass sempre più nella sfera russa: agevolazioni da Mosca per le imprese
Diritti d'autore  AP Photo/Alexandr Dimitrovskiy   -  

Una costola russa nell'Ucraina orientale.
Il Donbass continua le sue manovre di avvicinamento a Mosca, anche dal punto di vista economico.
È la risposta fisiologica al blocco, imposto da Kiev alle imprese delle regioni separatiste.

Le imprese del Donbass nella sfera russa

Ora, con il decreto di Putin che abolisce i dazi all'importazione, la Federazione Russa prosegue con il processo di integrazione, seguito alla guerra (scoppiata 7 anni fa) e alla misure assunte in seguito: dall'introduzione del rublo come mezzo di pagamento al rilascio di passaporti russi, sino al completo riorientamento del flusso delle merci.
Un iter che si consolida e che spinge sempre più le aziende del Donbass nella sfera di influenza russa.

Denis Pushilin, leader della cosiddetta Repubblica Popolare di Donetsk, spiega in cosa consiste il nuovo corso: "In pratica, questo significa che le nostre aziende possono partecipare agli acquisti statali e locali su un piano di parità con le imprese russe. Inoltre, possiamo essere presenti sul mercato russo senza tasse o quote aggiuntive. D'altra parte, possiamo importare direttamente le materie prime che mancano alle nostre aziende".

Rublo e passaporti russi

C'è di più: molte persone lavorano in Russia, i pendolari del Donbass, e chi è in possesso della cittadinanza vota alle elezioni russe, come accaduto per le parlamentari del 2021 a cui hanno partecipato anche gli elettori dell'Ucraina orientale occupata da Mosca. Circa 230.000 ucraini hanno partecipato al voto. Putin ha creato il suo collegio elettorale all'interno dell'Ucraina, dando passaporti russi a circa 600.000 persone nel Donbass, che hanno potuto votare ai seggi elettorali nella regione di Rostov-on-Don in Russia.

Dalle regioni separatiste per votare in Russia

Le recenti elezioni hanno anche visto figure chiave della guerra in Ucraina orientale elevate ai ranghi dell'establishment politico russo. Il più importante di questi è Alexander Borodai, che ha guadagnato notorietà nel 2014 come primo ministro della cosiddetta Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), una delle repubbliche separatiste create dal Cremlino in Ucraina orientale. Ora membro del parlamento per il partito Russia Unita di Putin, Borodai ha a lungo chiesto l'annessione dell'Ucraina orientale e ha promesso di usare la sua nuova posizione elevata per spingere l'approfondimento dell'integrazione.

La pandemia Covid-19 rafforza anche il fattore di divisione. A Donetsk è autorizzato solo il vaccino russo Sputnik, che non può essere usato sul territorio controllato dall'Ucraina.