COP26, bozza di accordo: "È poco ambiziosa" dicono gli attivisti per il clima

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Di Euronews
COP26, bozza di accordo: "È poco ambiziosa" dicono gli attivisti per il clima
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10 giorni di lavoro a Glasgow alla Conferenza per il clima delle Nazioni Unite hanno prodotto una bozza di accordo controversa: poco ambiziosa per alcuni; valida per altri, almeno se si guarda allo sforzo dei decisori politici di non abbassare l'asticella di tutela (riscaldamento globale non oltre gli 1,5 gradi rispetto ai livelli pre industriali).

Ma il patto è ancora tutto da scrivere.

Meabh MC Mahon segue per Euronews i lavori della Conferenza per il clima: "La bozza di sette pagine evidenzia per la prima volta la necessità di eliminare completamente i sussidi al carbone e ai combustibili fossili - spiega - il documento dice anche che per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi 'un'azione significativa ed efficace deve essere avviata in questo decennio critico'. Ma prima, fuori dalla sede del COP26 qui, ho parlato con gli attivisti e hanno di non avere fiducia nei politici per attuare questa cosiddetta 'azione significativa ed efficace'."

Nel tweet della COP26: "Oggi, abbiamo bisogno del giusto mix di voci, ambizione e azione. Il cambiamento climatico potrebbe spingere oltre 100 milioni di persone nella povertà entro il 2030. Dobbiamo adattare le nostre economie e società per prevenire questo e cogliere l'opportunità di un futuro più resiliente. #COP26 #TogetherForOurPlanet."

Le voci degli attivisti per il clima

Dal presidio degli attivisti fuori dal Palazzo si levano voci scettiche.

Judy Wilson, segretario-tesoriere dell'UBCIC (Unione dei capi indiani del BC, Canada), definisce la bozza poco ambiziosa: "Molte delle cose che sono uscite dalla COP26 non sono andate abbastanza lontano. Non mi sembra che stiano affrontando i problemi sul terreno. Stanno dicendo che entro il 2030, 2050 taglieranno il petrolio e il gas e faranno cose diverse per mitigare la situazione. Non è abbastanza veloce, non è abbastanza rapido."

Steen Winther Christensen è un militante della ONG 'Nonni per il clima' (Norvegia): "Credo nelle Nazioni Unite, ma non credo nei leader del mondo - commenta - mi dispiace dirlo. Non sono, al momento, così propensi a ridurre il petrolio e il gas e a passare alle industrie verdi. È un peccato perché è ciò di cui abbiamo bisogno ed è ciò che potrebbe aiutarci a rimanere sotto i 2 gradi."

I negoziatori di quasi 200 paesi lavorano alla dichiarazione di intenti per raggiungere un accordo finale con obiettivi climatici vincolanti prima della chiusura della COP26, fissata per venerdì.