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A Glasgow tutto pronto per Cop 26. Leader del mondo concordi: non c'è più ```````````````tempo

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Di Euronews
A Glasgow tutto pronto per Cop 26. Leader del mondo concordi: non c'è più ```````````````tempo
Diritti d'autore  Michael Probst/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved   -  

Sei anni dopo l'accordo di Parigi, tra leader e attivisti, si respira una sensazione di emergenza, di ultima possibilità per evitare l'autodistruzione del pianeta .

La 26esima Conferenza (COP26) , organizzata dalle Nazioni Unite per discutere del cambiamento climatico e del suo impatto sulla vita dei cittadini di tutto il mondo, prenderà il via domenica a Glasgow e porterà a un nuovo decisivo negoziato sul clima.

"Abbiamo bisogno di leadership - ha detto la presidente della Comminssione europea Ursula von der Leyen- l’Europa è il primo continente sulla strada per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Vogliamo dire al mondo che si può crescere economicamente e ridurre le emissioni. La scienza è chiara su questo punto, la scienza ci dice che non c'è più tempo".

John Kerry, inviato speciale degli Stati Uniti per il clima  ha aggiunto :  "Per evitare la catastrofe gli scienziati ci dicono che dobbiamo tagliare le nostre emissioni globali di gas serra di almeno il 45% entro il 2030, per arrivare allo zero netto entro il 2050. Andiamo a Glasgow con questo spirito , e io vado a Glasgow, da ottimista".

Si prevede che la COP26 attirerà più di 30.000 partecipanti, con 10.000 agenti di polizia provenienti da tutto il paese per contribuire alla sicurezza.  I riflettori puntati su Glasgow per il vertice sul clima  sono ovviamente una buona vetrina anche per i manifestanti che cercano visibilità per le proprie cause che sono tra le più svariate. 

Nelle ultime ore è intervenuto anche Alok Sharma, presidente della COP 26: 

"Siamo di fronte a una grande, grande sfida. Si tratta di convincere quasi 200 paesi a raggiungere il consenso su alcune di queste difficili questioni che sono rimaste in sospeso per sei anni".

Sharma aveva in particolare puntato il dito contro la Cina poco prima che Pechino presentasse all’ONU un piano che promette di ridurre il picco di inquinamento da carbonio prima del 2030.