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Approda in aula inchiesta su "esame farsa" Suarez

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Di ANSA
Richiesta in udienza preliminare, sollecitato giudizio altri
Richiesta in udienza preliminare, sollecitato giudizio altri

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">PERUGIA</span>, 27 <span class="caps">SET</span> – Arriva in aula l’inchiesta della<br /> procura di Perugia su quello che è stato definito dagli<br /> inquirenti “l’esame farsa” sulla conoscenza dell’italiano<br /> sostenuto da Luis Suarez all’Università per Stranieri del<br /> capoluogo umbro nel settembre dell’anno scorso. Davanti al gup<br /> comincerà infatti domani l’udienza preliminare relativa alla<br /> richiesta di rinvio a giudizio per l’allora rettrice Giuliana<br /> Grego Bolli, l’ex direttore generale Simone Olivieri, la ex<br /> direttrice del Centro di valutazione e certificazioni<br /> linguistiche, Stefania Spina, e l’avvocato Maria Cesarina Turco.<br /> Falsità ideologica e materiale e rivelazione e utilizzazione di<br /> segreti d’ufficio i reati ipotizzati a vario titolo. La certificazione della conoscenza dell’italiano, di livello<br /> B1, era un documento necessario a Suarez, all’ora al Barcellona,<br /> per acquisire la cittadinanza e quindi – secondo i capi<br /> d’imputazione – “essere ingaggiato dalla Juventus con la quale<br /> era in corso una trattativa”. Nella richiesta di rinvio a<br /> giudizio, i pubblici ministeri, coordinati dal procuratore<br /> Raffaele Cantone, ribadiscono che l’avvocato Turco, “legale<br /> incaricato” dalla società piemontese, fu “concorrente morale e<br /> istigatrice” in relazione al reato di falsità ideologica.<br /> Addebito rispetto al quale Grego Bolli, Spina e Olivieri, devono<br /> rispondere in particolare di avere attestato falsamente che<br /> l’istituzione della sessione d’esame per la certificazione della<br /> conoscenza dell’italiano, straordinaria, “era motivata da<br /> esigenze logistiche e di sicurezza (la necessità di evitare<br /> assembramenti in relazione all’emergenza Covid), quando invece<br /> veniva istituita ‘ad personam’ solo per consentire al calciatore<br /> di ottenere, nei tempi richiesti dalla società sportiva<br /> Juventus e all’esito di una fittizia procedura d’esame” la<br /> certificazione linguistica. Secondo la contestazione dei pm a Grego Bolli, Olivieri e<br /> Spina, Suarez ricevette il 12 settembre del 2020 “il file pdf<br /> contenente l’intero svolgimento della prova” al termine della<br /> quale gli venne rilasciata l’attestazione della conoscenza della<br /> lingua italiana. Gli indagati hanno sempre rivendicato la correttezza del loro<br /> operato. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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