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Famiglia cooperante morto s'oppone a archiviazioni inchieste

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Di ANSA
Legale presenta istanze ai magistrati di Roma e di Capo Verde
Legale presenta istanze ai magistrati di Roma e di Capo Verde

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">FIRENZE</span>, 23 <span class="caps">SET</span> – Chiesta l’archiviazione delle<br /> indagini sulla morte di David Solazzo, il cooperante fiorentino<br /> trovato morto l’1 maggio 2019 nella casa dove soggiornava<br /> sull’isola di Fogo a Capo Verde. Sulla vicenda erano state<br /> aperte inchieste, una a Capo Verde e una a Roma. Adesso sia gli<br /> inquirenti capoverdiani che la procura romana hanno chiesto di<br /> archiviare i rispettivi fascicoli. I familiari del cooperante,<br /> che si sono sempre detti scettici rispetto alla tesi<br /> dell’incidente domestico, hanno presentato attraverso i loro<br /> legali istanza di opposizione all’archiviazione per entrambe le<br /> inchieste. “Ad agosto ci sono state due grosse novità – spiega<br /> Alessandra Solazzo, sorella del cooperante -, sono state<br /> notificate le due richieste di archiviazione, sia a Capo Verde<br /> che in Italia a distanza di più di due anni del fatto”. “In<br /> entrambi i casi – prosegue – si sostiene che si sia trattato di<br /> incidente domestico, e comunque le motivazioni sono piene di<br /> lacune e incongruenze. Le indagini alla fine non sono state<br /> fatte”. Secondo quanto spiegato dal legale della famiglia,<br /> l’avvocato Giovanni Conticelli, tra le richieste contenute<br /> nell’istanza di opposizione all’archiviazione presentata alla<br /> procura di Roma, quella di effettuare rilievi di polizia<br /> scientifica nell’appartamento dell’isola di Fogo dove fu trovato<br /> morto Solazzo, che non sono mai stati eseguiti dalla polizia<br /> locale. L’abitazione al momento è chiusa e ancora nella<br /> disponibilità della famiglia, che ha continuato a pagarne<br /> l’affitto. Altra richiesta è quella di esaminare il cellulare e<br /> anche il computer del cooperante, che è stato nel frattempo<br /> dissequestrato dalle autorità di Capo Verde e restituito alla<br /> onlus per la quale lavorava il cooperante. Sempre nell’istanza<br /> di opposizione viene chiesto di effettuare rilievi alcolemici<br /> sui campioni prelevati in occasione dell’autopsia, per<br /> verificare se, come sostenuto dalle autorità capoverdiane, il<br /> cooperante fosse effettivamente in stato di ebbrezza alcolica al<br /> momento del decesso. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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