Cotarella, per il vino prevediamo una buona annata

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Di ANSA
Per presidente Assoenologi clima condiziona sempre di più
Per presidente Assoenologi clima condiziona sempre di più

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ORVIETO</span> (<span class="caps">TERNI</span>), 01 <span class="caps">SET</span> – “In generale si prevede<br /> una buona annata, anche se i cambiamenti climatici stanno<br /> condizionando sempre più il mondo dell’agricoltura e quindi del<br /> vino”: a dirlo all’<span class="caps">ANSA</span> è il presidente di Assoenologi, Riccardo<br /> Cotarella, parlando della vendemmia in corso. “Quest’anno – sottolinea – non ci siamo fatti mancare nulla, siamo passati<br /> dalle gelate fuori stagione di aprile, al grande caldo e quindi<br /> alla siccità, senza contare alcune significative grandinate in<br /> alcune aree del Paese”. “È compito di noi enologi – dice Cotarella – mitigare gli<br /> effetti negativi dei cambiamenti climatici ed esaltare quelli<br /> positivi laddove l’agricoltura è fatta di precisione”. “Quando si cerca di definire un’annata, rispetto alla raccolta<br /> delle uve – spiega l’enologo e produttore orvietano – bisogna<br /> fare dei distinguo sia territoriali che di tecnica applicata. La<br /> qualità dipende anzitutto dall’andamento climatico e quindi da<br /> dove ci troviamo, ma molto anche dal modo di condurre la vigna<br /> attraverso la scienza e la conoscenza che sono alla base<br /> dell’attività di noi enologi. Laddove viene applicata con la<br /> massima meticolosità avremo una vendemmia molto buona, in alcuni<br /> casi ottima ed eccellente in precisi spazi territoriali”.<br /> Parlando dell’emergenza Covid e degli effetti sull’economia, per<br /> Cotarella “non dobbiamo piangerci troppo addosso, ci sono altri<br /> comparti molto più danneggiati del nostro”. “È vero che durante<br /> i mesi più duri della pandemia abbiamo avuto dei blocchi di<br /> consumo – spiega Cotarella – ma la grande distribuzione e<br /> l’e-commerce hanno sopperito, anche se non del tutto, alla<br /> mancata vendita dettata dalla chiusura dei ristoranti e del<br /> mondo Horeca in generale. Con il ritorno alla normalità ci<br /> attendiamo una grande ripresa del vino italiano. Al termine di<br /> questa pandemia il vino ci accompagnerà al ritorno alla vita”.<br /> Infine, il Pnrr e gli aiuti al settore. “L’agroalimentare – sottolinea Cotarella – è uno dei punti cardini dell’economia<br /> italiana e il vino ne è il simbolo principale. Conoscendo il<br /> presidente Draghi sono certo che saprà mettere la sua attenzione<br /> all’intero comparto, specialmente al mondo del vino”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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