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Il massacro di Omaha beach

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Di Alberto De Filippis
Il massacro di Omaha beach

Una lingua di terra dell'ampiezza di 8 chilometri, da Sainte-Honorine-des-Pertes a Vierville-sur-Mer nel dipartimento del Calvados, nella Bassa Normandia. Oggi è una destinazione turistica. 75 anni fa era nota agli alleati con il nome in codice di Omaha beach.

75 anni dopo i reduci della campagna tornano su quella spiaggia che divenne rossa di sangue in una delle operazioni più sanguinose della seconda guerra mondiale.

I veterani sono arrivati con fiori anche per ornorare con la meoria un numero spaventoso di commilitoni che, scesi dalle navi, su quella spiaggiia non riuscirono a fare più di qualche decina di metri.

Roy Huereque, un veterano, dice: "Mi sento male perché quando vengo qui e vedo tutte queste tombe mi sento male. Abbiamo solo avuto fortuna a non essere seppelliti con queste persone. I veri eroi sono loro. Ci chiamano eroi, ma i veri eroi sono quelli sepolti qui".

In un mix di generazioni anche molti studenti vengono in questo memoriale. Un ragazzino dice: "Venire qui per salvarci è stato qualcosa di eroico. Se non fossero sbarcati forse saremmo tedeschi adesso o non esisteremmo. È bello quello che hanno fatto. Molte persone sono morte per noi".

75 anni dopo soldati di nello stesso battaglione, ma di un'altra annata hanno giocato un incontro di calcio davanti a qualche centinaio di persone. Una partita che avrebbe dovuta giocarsi tanto tempo fa. In quell'inverno del 1944 dopo aver saputo che non sarebbero tornati a casa per Natale i soldati di quei battaglioni decisero di organizzare un incontro, ma la resistenza tedesca e i contrattacchi dal fronte orientale, impedirono quell'incontro che si è giocato in questi giorni. Tanti anni dopo.