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Charlottesville un anno dopo

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Charlottesville un anno dopo

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E’ passato un anno esatto dai violenti scontri di Charlottesville, in Virginia. Era il 12 agosto quando una giovane donna di 32 anni rimase uccisa e una ventina di persone rimasero ferite da un'auto lanciata contro la folla di manifestanti che protestavano contro un corteo di ultra-destra. Ieri come oggi gli studenti sono scesi in piazza per dire no a razzismo e xenofobia.

"Hanno paura di noi”, dice una delle organizzatrici del sit-in. “Hanno paura perché chiediamo un cambiamento, chiediamo di prendere una posizione contro il suprematismo bianco nelle sue molteplici forme. Contro questa cultura che si è radicata anche nel mondo universitario.”

Per le strade della cittadina americana della Virgina, attivisti antifascisti hanno sfilato con slogan e strioscioni al grido: di “Good Night White Pride”. "Quello che è accaduto qui a Charlottesville potrebbero accadere in altri posti degli Stati Uniti” fa notare una professoressa. “La supremazia bianca è impressa nel DNA di questa nazione, e ciò che abbiamo visto lo scorso agosto è l’apice di quell'ideologia.”

Quel giorno i suprematisti bianchi avevano organizzato una manifestazione contro il ritiro della statua del generale sudista Robert E. Lee, cantando slogan nazisti.

Questa volta il presidente Donald Trump ha voluto lanciare un appello all’unità, condannando tutte le forme di razzismo e di odio. Un gesto che per molti arriva tardi. Come per Susan Bro, la mamma della vittima che non smette di combattere in nome della solidarietà. "Parte del motivo per cui parlo e faccio quello che faccio è che ci sono sempre meno madri che devono piangere per un figlio che non hanno più. Ci sono state troppe sparatorie, sparatorie inutili."

Troppe tragedie che si potevano evitare.