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Bilaterale Russia-Turchia ad Ankara su Siria e altri temi caldi

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Bilaterale Russia-Turchia ad Ankara su Siria e altri temi caldi

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Una riunione ad Ankara fra il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov e il suo omologo turco Mevlut Cavusoglu è in corso, nella due giorni del 13 e 14 agosto, per discutere soprattutto di Siria e preparare un summit allargato a Russia Germania e Francia. Il meeting avviene in un contesto di crescente tensione tra la Turchia e gli Stati Uniti, acuitasi anche dalla detenzione da parte delle autorità turche del pastore statunitense Andrew Brunson e dal crollo della lira turca lo scorso 10 agosto (che ha fatto gridare al complotto Erdogan: "Risponderemo a chi ha iniziato una guerra commerciale contro il mondo intero, inclusa la Turchia, virando verso nuove alleanze", ha affermato il presidente parlando di vera e propria guerra commerciale e senza fare autocritica). Tra i temi caldi sul tavolo anche le situazioni in Nord Africa, il Caucaso e altre zone, così come gli accordi bilaterali commerciali fra Russia e Turchia, in maniera particolare in tema di energia.

Proprio nelle ore precedenti all'inizio dell'incontro, il presidente turco Erdogan aveva dichiarato di aver terminato la preparazione della creazione di zone di sicurezza in Siria, così da lasciare un salvacondotto ai rifugiati che scappano dalla guerra.

Ed è dalla Siria che arriva un altro bilancio di morte, questa volta provocato dall'esplosione di un deposito di armi a Sarmada, nella provincia nord-occidentale di Idlib, vicino al confine turco: almeno 39 i morti, inclusi 12 bambini. I soccorritori ancora scavavano tra le macerie. Una ventina di persone sono state estratte vive, mentre si teme per la sorte di altre decine, date per disperse e forse rimaste intrappolate sotto le macerie. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, il deposito di armi era collocato sotto a una delle palazzine: sarebbe stato gestito da un trafficante legato al Fronte di liberazione della Siria, organizzazione di combattenti attiva nelle province di Aleppo e Idlib. Tra le vittime ci sarebbero anche alcuni miliziani.

Nonostante le contromosse della Banca centrale turca (annunciate in via generale dal ministro delle Finanze Berat Albayrak), la crisi della mezzaluna continua a trascinare in basso i mercati, con Tokyo che ha chiuso in perdita dell'1,98%. Il tonfo della valuta turca si riflette anche sui cambi in Asia, con l'euro che tocca i minimi in 10 settimane sullo yen, a 125,60, e la valuta nipponica che si rivaluta anche sul dollaro, a quota 110,30.