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Asse Spagna-Germania: 130 milioni al Marocco

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Asse Spagna-Germania: 130 milioni al Marocco

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L'INCONTRO A DOÑANA NEL SUD DELLA SPAGNA

Il secondo bilaterale tra Pedro Sanchez e Angela Merkel coincide con il giorno dell'entrata in vigore dell'accordo che prevede che i profughi bloccati alla frontiera con la Germania, debbano essere rinviati in Spagna nel caso in cui quello sia il primo paese della regsitrazione della domanda d'asilo.

Un incontro informale. Sanchez ha invitato la cancelliera Merkel ad un pranzo di lavoro nel Palazzo di Las Marismillas in Andalusìa, nel sud del paese. Dopo i colloqui, domani domenica giornata nella natura. Visita al Parco Nazionale e al centro di "El Acebuche" per il recupero delle specie a rischio di estinzione.

PIU' SOLDI AL MAROCCO

Si è discusso diversi dossier dal tema della difesa a quello della politica monetaria e economica, ma soprattutto si è parlato di Marocco. L'incontro simbolico nel sud della Spagna per ricordare che in questi mesi in particolare a giugno, proprio da qui sono arrivati più rifugiati in assoluto rispetto al 2016.

Entrambi si sono trovati concordi su un maggiore sostegno finanziario, in sede europea al Marocco. Nè la Merkel nè Sanchez hanno parlato di cifre precise, ma secondo quanto riferito da El País, che cita fonti del governo l'accordo arriverebbe a 130 milioni di euro e vedrebbe anche la complicità della Francia. Un'intesa che vede la Germania come principale finanziatore.

Lo scorso mese Bruxelles ha annunciato l'approvazione di tre nuovi programmi - sotto il cappello del Trust Fund for Africa (EUTF, 3.4 miliardi di euro di investimenti dal 2015) - diretti ai paesi del nord Africa per un totale di oltre 90 milioni di euro. Di questi, 55 milioni di euro sono destinati a Tunisia e Marocco per la "gestione dei confini marittimi della regione del Maghreb".

Il Marocco già negli anni scorsi ha beneficiato di un totale di 100 milioni di euro per gestire la crisi migratoria. I nuovi finanziamenti arriverebbero attraverso l'EUTF, anche se l'ultima parola spetta alla Commissione Europea.

In una lettera inviata a Sanchez datata 31 luglio, il Presidente della Commissione europea Juncker dopo aver ringraziato il primo ministro per la gestione della crisi migratoria aveva espresso la necessità di aumentare i fondi da destinare al Marocco che si sarebbo quindi sommati ai 55 milioni stanziati insieme alla Tunisia".

"Sebbene solo 14 chilometri separino le coste spagnole e quindi europee dall'Africa del Nord c'è un'altra distanza ben più importante, ha spiegato Sanchez in conferenza stampa con la Merkel. Più grande la distanza più grande il dramma che stiamo vivendo nelle acque del mediterranee". "Dunque abbattere questa distanza" ha continuato Sanchez e porre un freno allo squilibrio delle diseguaglianze deve essere uno degli obiettivi principali all'interno dell Unione Europea", ha detto il primo ministro spagnolo.

Parole alle quali ha risposto la Merkel: "Il Marocco è un socio chiave con il quale discueteremo di politiche migratorie e con il quale vogiamo aumentare la cooperazione economica. La Germania darà il suo contributo insieme alla Spagna".

"Non solo dobbiamo parlare sull'Africa ma con l'Africa", ha aggiunto la cancelliera che ha parlato dell'importanza di trovare una posizione comune sul tema alla riunione informale dei capi di Stato e di governo dell'Unione Europea alla fine di settembre in Austria che affronterà questioni come la sicurezza e la lotta all'immigrazione illegale.

L'EUROPA CHE ESTERNALIZZA LE FRONTIERE

Un trend quello dell'esternalizzazione delle frontiere e di un cambio di strategia verso l'Africa che Euronews ha documentato e che ha trovato riscontro nella analisi di alcuni esperti come il Prof. Ambrosini, studioso dei processi migratori dell'Università di Milano e consulente di ISPI, che ha spiegato che gli accordi con il Marocco mostrano come l'Europa stia tentando sempre più di controllare gli arrivi non solo degli immigrati, ma anche dei richiedenti asilo che dovrebbero invece godere di protezione internazionale.

Matteo Villa, ricercatore del programma migrazioni di ISPI, aggiunge che inizialmente il Trust Fund for Africa voluto dalla UE si concentrava più sugli aiuti all'africa subsahariana mentre ora si assiste "ad un cambio di strategia: anziché agire sulle cause profonde delle migrazioni si punta a finanziare i paesi dell'Africa del Nord".