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Turchia: lira affonda, crisi con gli Stati Uniti

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Turchia: lira affonda, crisi con gli Stati Uniti

Turchia: lira affonda, crisi con gli Stati Uniti
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CRISI DELLA LIRA

Venerdì scorso la giornata peggiore. La lira turca, è arrivata a perdere oltre il 15% contro dollaro ed euro scatenando il contagio tra Borse europee. la moneta di Ankara ha toccatao recrod negativi a ripetizioen fino ad arrivare quota 6,5 sul dollaro. Per molti analisti il punto di non ritorno è intorno a 7. Questo potrebbe comportare interventi estremi come quello del Fondo Monetario internazionale al controllo dei capitali.

Un'economia contraddittoria che ancora nel primo trimestre di quest'anno ha fatto segnare una crescita di oltre il 7%, ma resta fortemente dipendente dall'afflusso di capitali stranieri. A pesare è anche un'inflazione che galoppa ormai al 16%. La crisi rischia di far vacillare anche lo strapotere di Erdogan nella Turchia che oggi trattiene 3,5 milioni di rifugiati siriani in accordo con l'Europa.

LA RISPOSTA DI ERDOGAN

Il Presidente minimizza la crisi e promette: "Non perderemo questa guerra economica". ii Sultano non arretra e si dice convinto che nonostante gli "attacchi" la crescita continuerà. "Non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro Allah", ha detto visitando la sua regione di origine sul mar Nero. "Cambiate gli euro, i dollari e l'oro che avete sotto il cuscino in lire turche nelle nostre banche. Questa sarà la risposta del mio popolo contro chi si è lanciato in una guerra economica contro di noi".

LA CRISI CON GLI USA

La crisi della lira turca si aggrava con gli attacchi da parte di Trump che in un tweet ha annunciato: "Ho appena autorizzato un raddoppio dei dazi sull'acciaio e l'alluminio della Turchia in quanto la loro valuta, la lira turca, è in rapido calo nei confronti di un dollaro molto forte. I dazi sull'alluminio saranno ora al 20% e quelli sull'acciaio al 50%. I nostri rapporti con la Turchia non sono buoni al momento".

Una mossa che Ankara rinvia subito al mittente: "Non è da Stato serio, risponderemo" al raddoppio delle tariffe e "ci difenderemo". Sorvegliata speciale da mesi, la Turchia ha visto precipitare la situazione con l'aggravarsi dello scontro con gli Usa. Dieci giorni fa, le clamorose sanzioni contro i ministri degli Interni e della Giustizia dell'alleato Nato per il "ruolo giocato" nella detenzione del pastore evangelico americano Andrew Brunson avevano fatto suonare un pericoloso campanello d'allarme. La missione riparatrice inviata in fretta e furia da Erdogan a Washington non ha sortito gli effetti sperati. Così in serata il Sultano ha sentito Vladimir Putin, cercando una sponda e suggerendo nuove oscillazioni sull'asse Nato.