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La chirurgia che non ha paura

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BOLOGNA (ITALIA) - La bella storia a lieto fine di Salvatore Pezzano, il ragazzo milanese di 19 anni operato - grazie al passaparola del web - per una lussazione sterno-claveare che si è procurato giocando a calcio lo scorso 2 maggio, ha un altro grande protagonista: l'Istituto Ortopedico Rizzoli, che ha accettato di operare Salvatore, dopo i "rifiuti" di altri ospedali, in Italia e all'estero.

Abbiamo intervistato il dottor Alessandro Gasbarrini,. direttore di Chirurgia Vertebrale a indirizzo oncologico del Rizzoli.

  • Ci può spiegare l'entità e la gravità delle condizioni di Salvatore Pezzano quando è arrivato da voi e la complessità dell'intervento?

"Di solito la clavicola si trova lateralmente e sopra la sterno", spiega il dottor Gasbarrini. "Dietro lo sterno, c'è il cuore, i grossi vasi, la trachea, i polmoni. E quindi, quando la clavicola si va a localizzare in una situazione dove ci sono queste strutture nobili e molto delicate, la situazione può essere ancora più difficile, soprattutto se si parla di una lesione avvenuta tre mesi prima. Quindi, con la clavicola che aveva trovato una sua nuova collocazione, che non era quella naturale. Questo provocava al ragazzo dei disturbi alla respirazione, perchè spingeva sulla trachea, e un disturbo estetico importante. Oltre all'ansia di non poter far niente, di non poter abbracciare la mamma, di non poter portare a spasso il cane e, in generale, di non poter condurre una vita normale per un ragazzo della sua età".


- Ma è un caso così raro, quello di cui vi siete occupati?

"E' cosi raro trovarsi ad affrontarlo dopo tre mesi"; risponde il dottor Gasbarrini. "Di solito, a me, è successo di operare pazienti a cui era successo il giorno prima o tre giorni prima e quindi è più facile. Dopo tre mesi è un po' più complesso. Il fatto che, forse, il ragazzo sia venuto al Rizzoli...io ho pensato le motivazioni, e perchè l'abbiamo affrontato abbastanza agilmente sta nel fatto che il Rizzoli prevede la presenza di diversi specialisti, quindi lo specialista della spalla, il dottor Rotini, e il chirurgo toracico, il prof. Stella e il prof. Dolci, ed io che sono abituato ad affrontare i grossi vasi, perchè opero le vertebre, che sono vicine ai grossi vasi...ci siamo uniti e abbiamo fatto un'equipe che ha potuto affrontare questo caso senza particolari problemi".

Lo staff al completo: Roberto Rotini, Andrea Stella, Alessandro Gasbarrini e Giampiero Dolci.

- Esiste una sorta di timore da parte dei medici di effettuare interventi chirurgici particolarmente delicati?

"Sicuramente, in questo momento, c'è un po' una caccia alle streghe", continua il dottor Gasbarrini, "dove si parla di più della malasanità che della buona sanità...e poi sicuramente c'è il discorso medico-legale, la paura di essere accusati...di solito, il medico cerca di fare le cose in modo da guarire le persone e non per farle ammalare, e quindi quando poi qualcosa non va per il verso giustoe le cose non si mettono bene...anche le richieste di risarcimento, il fatto che le assicurazioni non assicurino più, gli ospedali che fanno fatica a gestire queste situazioni, rendono tutto più difficile. Quindi, un medico puo' dire 'ma chi me lo fa fare' , dimenticando quello per cui ha studiato".