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Indonesia, fuga dal paradiso dopo il terremoto

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Indonesia, fuga dal paradiso dopo il terremoto

Indonesia, fuga dal paradiso dopo il terremoto
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Ressa sugli arenili e assalto alle barche

La parola d'ordine è "fuggire". E' ressa sulle spiagge delle isole Gili, per guadagnare una barca e lasciare quel paradiso indonesiano stravolto dal terremoto.

Una scossa di magnitudo sette, l'allarme tsunami e centinaia di repliche: da Lombok i turisti e i sopravvissuti al sisma si affollano sugli arenili, con la polizia indonesiana impegnata in non facili operazioni di evacuazione, tra scene di panico resse e feriti da trasportare.

L'attesa e le paure dei turisti "Siamo qui con centinaia di persone - racconta Mike Bennet, arrivato sull'isola da Bristol - si sta facendo buio, non c'è nulla, neanche acqua, possiamo solo aspettare di vedere cosa succederà domani. Speriamo di poter finalmente andare via da qui".

Intanto proseguono le operazioni di salvataggio, si cerca sotto le macerie mentre gli ospedali continuano ad operare in condizioni di emergenza. Molti feriti, anche con arti fratturati,vengono curati sul posto, a causa dei danni riportati dalle strutture sanitarie.

Il dolore di chi ha perso i propri cari Syaril ha perso il fratello: "Prima che il terremoto colpisse, tutti facevano shopping, poi il boato e la scossa" - racconta - lui voleva correre fuori, in mezzo alla strada, ma quando ha raggiunto la porta la luce si è spenta. Provava a fuggire, ma il tetto è crollato ".

Voli stipati e collegamenti speciali Anche l'aeroporto di Lombok è stato preso d'assalto. Ogni volo decolla stipato. Le compagnie lavorano a collegamenti speciali, i turisti sono decisi ad andar via, subito, per la paura di nuove scosse.