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All'aeroporto di Napoli si viaggia nel tempo per salvare l'archivio fotografico

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All'aeroporto di Napoli si viaggia nel tempo per salvare l'archivio fotografico

All'aeroporto di Napoli si viaggia nel tempo per salvare l'archivio fotografico
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Un viaggio nel tempo reso possibile dagli scatti di Riccardo Carbone, pioniere del fotogiornalismo. L'aeroporto di Napoli ripercorre la sua storia con le immagini riemerse grazie all'impegno dei volontari dell'Associazione Riccardo Carbone ONLUS con il sostegno della direzione dello scalo partenopeo che ha contribuito alla sua digitalizzazione.

"Spazio all'arte è posto prima dei controlli di sicurezza ed è quindi accessibile a chiunque sia interessato alla mostra - spiega Alessandro Fidato, Chief Operating Officer della Gesac - Si può venire in aeroporto e visitarla al primo piano del Terminal".

Le traversate intercontinentali di Myrna Loy e Peggy Crumming, gli scatti del generale Eisenhower o di Frank Sinatra sono solo alcuni dei 30mila servizi realizzati in 50 anni.

"Ringraziamo l'aeroporto di Napoli che ha adottato la propria parte di memoria presente nell'Archivio Riccardo Carbone - dice Letizia del Pero, vice presidente dell'Associazione Riccardo Carbone ONLUS - Lavorando sui servizi fotografici sull'aeroporto abbiamo scoperto scatti incredibili, un patrimonio".

L'Associazione Riccardo Carbone ONLUS ha lanciato la campagna "adotta un servizio".

"Abbiamo digitalizzato e quindi riscoperto 20 mila scatti su 500 mila. Chiunque può aiutarci a proseguire questo enorme lavoro adottando un servizio sul nostro sito www.archiviofotograficocarbone.it (realizzato grazie al contributo gratuito della società Regesta.exe) - conclude Letizia Del Pero - Andiamo dai personaggi famosi fino agli scugnizzi al mare, c'è di tutto. Cercate in questo catalogo perché vi stupirete di quello che potrete trovare".

Foto: Cesare Abbate
Renato Carbone, custode dell'Archivio fotograficoFoto: Cesare Abbate