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Deniz Naki: Se Ozil vuole parlare di razzismo dovrebbe dare un'occhiata alla Turchia

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Deniz Naki: Se Ozil vuole parlare di razzismo dovrebbe dare un'occhiata alla Turchia

Deniz Naki: Se Ozil vuole parlare di razzismo dovrebbe dare un'occhiata alla Turchia
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Deniz Naki, un calciatore turco-tedesco di origini curde, ex centrocampista di St Pauli e Paderborn in Germania che in passato ha perfino denunciato un tentativo di omicidio nei suoi confronti (spari contro la sua auto), ha criticato la lettera del collega Mesut Ozil in cui annunciava l'addio alla nazionale dopo aver denunciato il comportamento a suo dire razzista dei suoi vertici.

Parlando con Euronews, Naki ha affermato che se Ozil avesse davvero a cuore la causa dell'anti-razzismo dovrebbe piuttosto rivolgere le sue critiche alla Turchia invece che alla Germania.

Naki, di origini curde, era stato condannato ad una pena detentiva, poi sospesa, di 18 mesi in Turchia lo scorso aprile con l'accusa di propaganda terroristica per il Pkk. Classe '89, dopo la carriera in Germania, si è trasferito in Turchia per giocare con il club Amed SK ma si ritrova al momento svincolato.

Ozil ha scritto di essere stato oggetto di commenti razzisti per la sua foto con il presidente turco Erdogan, scattata prima del Mondiale di Russia. "Agli occhi del Presidente della Federazione Tedesca di Calcio, Grindel, e dei suoi sostenitori, sono tedesco quando vinciamo ma un immigrato quando perdiamo" aveva scritto Ozil nella missiva pubblicata su Twitter lo scorso 22 luglio.

Dopo il suo annuncio, l'ex Under-20 della nazionale tedesca, Naki, ha scritto a sua volta un comunicato accusando il centrocampista dell'Arsenal di ipocrisia per non denunciare il presunto razzismo in seno al mondo del calcio turco.

Lo abbiamo intervistato.

"Non ho mai subito razzismo in Germania"

Naki ha riferito ad Euronews di non essersi mai sentito discriminato a causa della sua etnia durante la sua carriera da giocatore professionista in Germania.

"Come persona nata e cresciuta in Germania, che ha giocato nelle squadre nazionali tedesche, vi dico onestamente che non ho mai subito razzismo", ha dichiarato. "Non ho mai visto né pressione né discriminazione all'interno della federazione e delle squadre per le quali ho giocato".

All'opposto, il centrocampista, 29 anni, ha detto di essere stato invece vittima di razzismo in Turchia.

"In Turchia sì che sono stato esposto a discriminazione e razzismo. Lì tutto funziona per decisione di un uomo solo. Può dichiararti un terrorista o trattarti con grande rispetto, se vuole", ha continuato.

Nel gennaio scorso a Naki è stato vietato di giocare a calcio a livello professionistico per tre anni e sei mesi per diffusione di "propaganda separatista e ideologica" sui curdi.

La decisione è arrivata dopo una sospensione della pena detentiva di 18 mesi per "aver diffuso propaganda terroristica" in sostegno del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), non solo dichiarato fuori legge ma anche organizzazione terroristica (non solo dalla Turchia ma anche da USA e UE).

Ad inizio anno la sua vettura è stata crivellata di proiettili sull'autostrada tedesca A4: un attacco che, a suo dire, ha avuto "motivazione politica".

"Ozil dovrebbe reagire contro quanto accade in Turchia"

Naki sostiene che Ozil abbia sbagliato a presentarsi come "una persona che si batte contro il razzismo".

"Esiste un problema razzismo in Germania? Certamente. Ma non è un problema solo tedesco quanto globale", ha detto alla nostra emittente. Se l'obiettivo di Ozil è quello di lottare contro questa piaga, ha aggiunto, "dovrebbe reagire contro quanto accade in Turchia".

"Rispetto il fatto che dica di essere turco. Quindi gli chiedo: da giocatore di origini turche come fai a non vedere le ingiustizie in Turchia? Perché non vedi l'oppressione e la persecuzione delle persone di origine curda nel campo dello sport e in altre aree? Perché continui a tacere?"

"Alza la voce contro tutto questo. Aiutali. Sii una voce contro la discriminazione nel tuo paese, prima, e poi parliamo dei problemi in Germania"

Secondo Naki la federazione calcistica tedesca "lavora professionalmente", mentre in Turchia è ostaggio della politica. "Al momento non posso giocare a calcio in Turchia: potrei essere arrestato anche solo se mettessi piede nel mio paese".

"Non ho avuto risposta"

Naki ha detto di aver tentato di chiedere a Ozil spiegazioni circa la sua presunta ipocrisia, rivolgendogli su Twitter domande in turco, tedesco e inglese.

"Non ho ricevuto risposta, fino ad oggi. Non lo farò più. Anche perché, se mi risponde, sarà costretto a contraddirsi. Tutto bene finché ha scelto la nazionale tedesca e non quella turca, mentre ora invece è tutto male? Fino ieri diceva di sentirsi tedesco, cosa è successo ora? COsa è cambiato?", conclude il giocatore.

Nota: Né la Federazione di calcio turca né l'Arsenal hanno risposto ad una nostra richiesta di commento.