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Pakistan al voto: giorno storico

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Pakistan al voto: giorno storico

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Giorno storico per il Pakistan al voto per il rinnovo del Parlamento.

Per il Paese si tratta di un voto molto importante, che rappresenta un banco di prova per il partito al governo, il cui leader ed ex primo ministro Nawaz Sharif, è stato condannato a 10 anni di carcere per corruzione. La Corte suprema aveva stabilito che Sharif non poteva ricoprire cariche pubbliche per il resto della sua vita. A correre per queste elezioni la Lega Musulmana del Pakistan, il Partito Popolare Pakistano e il Movimento per la Giustizia del Pakistan.

Grande favorito alla carica di premier, l’ex giocatore di cricket Imran Khan. Il candidato aveva dichiarato apertamente che, nonostante il clima da cospirazione, il popolo si recherà alle urne per queste elezioni, senza farsi intimidre da niente e nessuno.

Alle urne sono chiamati oltre 105 milioni di elettori che dovranno eleggere l’assemblea nazionale e quattro assemblee provinciali. Secondo molti analisti l’ago della bilancia saranno i giovani e le donne

Chi vota e per chi

Nel parlamento di 342 membri, 272 sono eletti direttamente dagli elettori, mentre 60 seggi sono riservati alle donne e 10 alle minoranze. Secondo la Commissione elettorale del Pakistan (Ecp), su 105,9 milioni di elettori registrati 59,22 milioni (il 55,9%) sono uomini. Il 46,73 (il 44,1%) sono donne. Almeno 53.000 osservatori locali e internazionali stanno monitorando il processo elettorale.

Campagna elettorale di sangue

Durante la campagna elettorale in corso, sono state uccise almeno 180 persone, tra cui tre candidati alle assemblee provinciali, e circa 300 persone sono rimaste ferite negli attacchi dei militanti. L’ultimo attentato, rivendicato dall’ISIS, risale al 13 luglio, durante un comizio, aveva provocato almeno 130 morti e una cinquantina di feriti.

Circa 450.000 addetti alla sicurezza, tra cui 371.388 membri del personale delle forze armate, sono stati dispiegati nei seggi elettorali e in altre aree correlate. Durante le campagne elettorali in corso, sono state uccise almeno 180 persone, tra cui tre candidati alle assemblee provinciali, e circa 300 persone sono rimaste ferite negli attacchi dei militanti.