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Sarost 5: Capitano,"non vogliamo aiuti ma risposte"

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Sarost 5: Capitano,"non vogliamo aiuti ma risposte"

Sarost 5: Capitano,"non vogliamo aiuti ma risposte"
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Buongiorno se ho deciso di palare oggi è perchè stiamo soffrendo stiamo soffrendo molto. Sono 14 giorni che non mangiamo. L'equipaggio a bordo divide i pasti con noi ma non è abbastanza.

Siamo partiti dal nostro paese perché avevamo molti problemi. Oggi non sappiamo nè cosa sarà di noi nè dove ci troviamo.

Ci sono delle donne tra di noi, non ci sono bagni. Ci laviamo sul ponte della nave. Non abbiamo spazzolino, niente. In mezzo a tutto questo ci dicono che arriveranno degli aiuti, ma non abbiamo ricevuto nessun aiuto dall'esterno....

Nessun responsabile del governo tunisino è venuto. Davvero stiamo soffrendo non va bene, soffriamo il mal di mare. Vomito ogni giorno. Dormiamo per terra.

Vi prego, venite ad aiutarci vogliamo scendere da questa nave. Noi non conosciamo l'altra parte del mondo, non siamo dei pesci, degli animali, non viviamo in acqua siamo degli esseri umani, siamo stanchi.

Questo l'appello accorato di un migrante sulla Sarost 5 la nave che gestisce una piattaforma per l'estrazione del petrolio al largo delle coste tunisine bloccata ormai da 15 giorni al largo di Zarzis. Tunisa, Malta e Italia hanno negato l'accesso all'imbarcarcazione.

Le uniche testimonianze video e audio sono state inviate da un rifiugiato a bordo all'inviato di Radio Radicale Sergio Scandura. Sulla nave si trovano tra gli altri due donne incinta e un ferito. Il Comandante in seconda Aymen Ourari a Euronews spiega che cosa chiedono:

Non aspettiamo viveri o beni di prima necessità chiediamo una risposta su dove sbarcarli l'equipaggio è stanco abbiamo ancora una decina di giorni di autonomia con le scorte di cibo.

Ourari chiarisce che a bordo attendono una risposta dalla Tunisia, e non conferma per il momento trattative con la Spagna. Spiega che a bordo hanno ricevuto nei giorni scorsi del personale della Mezzaluna Rossa Tunisina, 3 medici e 1 rappresentante del ministro della Salute tunisino. Da 4 giorni, ha continuato non ricevono visite. Nonostante i migranti lamentino di non mangiare abbastanza, Ourari dice che ciascun rifugiato riceve 3 pasti al giorno.

Alla domanda chi si occuperà dei compensi per l'equipaggio a bordo che ha perso giorni di lavoro Ourari spiega:

Stiamo aspettando di essere ricompensati, perchè abbiamo preso i migranti. Sarà Shell ad occuparsene (della compensazione) perchè abbiamo ricevuto l'oridine dal capo della piattaforma petrolifera Shell. Shell Tunisie sa che la responabilità di accogliere i migranti è nostra e sono loro che pagheranno.

Molti dei migranti partiti dalla Libia non vogliono arrivare in Tunisia ma in Europa, spiega Ourari, che pero' in queste ore è assente:

Non abbiamo visto alcuna imbarcazione della missione dell'Unione europea, dice il Capitano, nè sul radar nè attraverso il sistema di comunicazione marittima.

Una crisi politica che da giorni tiene sotto scacco un gruppo di migranti come nel caso di Aquarius. La differenza è che Aquarius ha a bordo un'area clinica con staff di medici MSF oltre ad un equipaggio SAR e mediatori. Attraverso il nostro ufficio di corrisponenza a Bruxelles, abbiamo cercato di raggiungere il commissario Avramopoulos che ha preferito rispondere sulla carta con l'ultimo comunicato stampa sulla nuova politica degli sbarchi. Un appello all'unità e alla cooperazione assente nei fatti:

"Oggi più che mai abbiamo bisogno di soluzioni europee comuni alla questione migratoria. Siamo pronti a sostenere gli Stati membri e i paesi terzi ai fini di una migliore cooperazione sugli sbarchi delle persone soccorse in mare. Per ottenere risultati concreti e immediati dobbiamo però essere uniti: non soltanto oggi, ma a lungo termine. Dobbiamo adoperarci per soluzioni durature."