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Sarost 5: "restano 24 ore di razioni per i migranti a bordo"

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Sarost 5: "restano 24 ore di razioni per i migranti a bordo"

Sarost 5: "restano 24 ore di razioni per i migranti a bordo"
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Alcuni filmati girati con un cellulare mostrano le condizioni dei 40 migranti da domenica a bordo della Sarost 5 la nave di una società di gas tunisina, rimasta bloccata a largo della Tunisia per il rifiuto del paese, dell'Italia e di Malta di aprire i porti. Spossati, sopravvissuti grazie al cibo condiviso con l'equipaggio, un uovo e un pezzo di pane al giorno, attendono da oltre una settimana in mare.

Abbiamo parlato Sergio Scandura, per le ultime sulla situazione. L'inviato di Radio Radicale sta seguendo la situazione da vicino ed è riuscito a mettersi in contatto con una delle 8 donne a bordo dell'imbarcazione:

Sergio Scandura: I rifiugiati a bordo sono spossati, e il nostro contatto ha detto che a bordo ci sono due donne incinta e ogni giorno che passa si indeboliscono sempre di più non ci sono bambini. Fino a ieri dicevano che avevano 24 ore o poco più di razioni. L'equipaggio si è privato di proprie razioni di cibo, per aiutare i migranti stessi.

In alcuni dei messaggi scambiati con Scandura una delle donne migranti a bordo, spiega che sono stati visitati da tre infermieri e che il cibo e l'acqua scarseggiano. In un altro scambio, la persona parla di voci di contatti tra le autorità tunisine e quelle spagnole e forse Malta che si è detta disponibilie ad accogliere, anche se, continua il mittente l'attesa si sta facendo lunga.

Secondo una Ong locale, la Tunisia ha chiuso i porti per non diventare porto sicuro per gli stati europei, forse anche per timore delle ripercussioni della nuova strategia delle autorità libiche che riportano i migranti indietro ma non solo.

Sergio Scandura: Non stiamo parlando di migranti tunisini sono partiti dalla Libia sono di nazionlità subsahariana e dall'Egitto stiamo parlando di una situazione diversa, non sono tunisini per cui è previsto un accordo tra Italia e Tunisia prima di Minniti un accordo che non consente di rimpatriare i tunisini in blocco, con la facoltà del governo tunisino di poter selezionare.

Al momento la Tunisia sta vivendo un momento delicato mi risulta sia stata portata a termine un'amnistia non per fare una politica garantista ma perchè la Tunisia non ha i mezzi per sostenere i detenutui nelle proprie carceri. Qui stiamo parlando di soccorsi che si sono compiuti in acque internazionali in acque di ricerca e soccorso maltesi.

L'Italia blocca i porti, Mlalta blocca resta solo la Spagna. Stiamo parlando di miglia marine che significa giorni e giorni di navigazione abbiamo 40 persone bloccate a Zarzis non c'è un dispositivo europeo che si faccia carico di questi poveretti che sono là in condizioni precarie con delle urgenze sanitarie, tra cui le donne incinta, ci sarebbe anche un uomo ferito.