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Iran, Zarif: "L'Ue deve decidere da che parte stare"

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Iran, Zarif: "L'Ue deve decidere da che parte stare"

Iran, Zarif: "L'Ue deve decidere da che parte stare"
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Nessuno avrebbe pensato che nel suo terzo anniversario l'accordo sul nucleare iraniano sarebbe stato così vicino alla sua fine. Mentre gli Stati Uniti si sono ritirati dall'accordo, su decisione di Donald Trump, l'UE, la Cina e la Russia hanno dichiarato di essere determinate ad accontentare l'Iran perche ci rimanga, ma i loro sforzi saranno sufficienti per mantenerlo in vita? Saeid Jafari ha intervistato a Teheran il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, per trovare una risposta a queste domande.

Dopo il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo, sembra non siate soddisfatti del processo dei negoziati con l'UE, è vero?

Mohammad Javad Zarif: "Abbiamo ricevuto un'offerta non proprio soddisfacente. Ora stiamo lavorando con gli europei. Mentre parliamo i lavori sono ancora in corso. Abbiamo dato tempo all'Europa. Abbiamo visto un impegno politico da parte dell'Europa, che ha messo in campo diverse misure tecniche. Ma non è abbastanza.

Esistono due intervalli di tempo molto specifici: uno è il lasso di tempo che va da qui ad agosto, quando entrerà in vigore la prima tranche di sanzioni statunitensi; e l'altro periodo di tempo riguarda il secondo pacchetto di sanzioni statunitensi che saranno in vigore a partire da novembre. Vedremo come l'Europa si occuperà di questo e noi risponderemo di conseguenza con un piano molto specifico.

Di che tipo di garanzia avete bisogno?

Mohammad Javad Zarif: "Stiamo vedendo che sotto la pressione psicologica degli Stati Uniti, alcune società europee hanno già iniziato a ritirarsi. E la questione deve essere affrontata dagli europei: se sono davvero interessati a preservare l'accordo, se ci credono, se c'è stima da parte dei nostri partner in Europa, allora devono essere pronti ad investire per questo. L'Iran non dovrebbe essere l'unica parte coinvolta nell'accordo ad investire. Abbiamo bisogno di vedere le banche aprire i conti, dobbiamo vedere le PMI venire in Iran, impegnarsi con i loro partner nel settore privato e così via".

In che modo l'Unione europea e i paesi europei possono risolvere questo problema?

Mohammad Javad Zarif: "Spero che non credano di poter effettivamente continuare a vivere in un sistema globale, un nuovo sistema globale, in cui un Paese prende la decisione finale e tutti gli altri devono seguirlo... Perchè a volte non si tratta neanche di un Paese ma di un individuo o un gruppo di individui che prendono decisioni sui propri interessi personali o per i propri interessi personali e poi si aspettano che tutti gli altri seguano. In questo momento, in particolare dopo l'incontro tra il presidente Trump e il presidente Putin, c'è la preoccupazione negli Stati Uniti che il presidente Trump non stia necessariamente tenendo conto degli interessi nazionali americani. Anche se lo stesse facendo, l'Europa è in grado di accettare che gli interessi degli Stati Uniti dominino i processi decisionali nell'economia globale? Sono pronti ad accettarlo? O vogliono opporsi? Questa è una domanda che le aziende europee devono porsi, che i governi europei devono porsi. E ci sono varie possibilità di cooperazione. L'Europa non è fatta solo dalle aziende che hanno azionisti americani. Ci sono molte aziende europee, molte delle quali non hanno un mercato negli Stati Uniti".

Il presidente Putin e il presidente Trump si sono incontrati in Finlandia. Mente seguiamo le notizie sembra abbiano trovato un accordo su quello che succede in Siria. La preoccupa?

Mohammad Javad Zarif: "L'Iran e Russia hanno aiutato il popolo siriano e continueranno ad aiutare il popolo siriano fino a quando sarà necessario, ma alla fine saranno i siriani a prendere la decisione. Abbiamo un buon livello di comunicazione e coordinamento con la Russia e con il governo siriano e continueremo su questa strada. Il nostro obiettivo qui è molto chiaro, condiviso con la Federazione Russa, e cioè combattere il terrorismo e l'estremismo. Ora se il presidente Trump vuole prendersene il merito, dovrebbe prendersi il merito di sostenere Daesh, che è stato ciò che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno sempre fatto. Il fatto che le armi americane sono state trovate nelle mani dell'ISIS e di altre organizzazioni estremiste è documentato da fonti occidentali.

Abbiamo sentito che il ministro per l'Energia della Russia ha dichiarato che sono pronti a fornire beni e merci all'Iran in cambio di petrolio.

Mohammad Javad Zarif: "Fa parte di un pacchetto più ampio che regola la cooperazione tra Iran e Russia e che comprende molte attività: investimenti della Russia nel settore energetico iraniano, partecipazione della Russia alle attività infrastrutturali iraniane, impegno tra Iran e Russia su petrolio e commercio. E' un grande accordo di cooperazione che abbiamo con la Russia, ma non credo che una parte di quel pacchetto preveda che forniamo petrolio alla Russia e riceviamo beni e merci. È un pacchetto molto più grande e include molte altre variabili, comprese le possibilità di cooperazione energetica tra Iran e Russia, ma anche la possibilità per l'Iran di ricevere denaro".

L'Iran, diverse volte ha affermato che la fine dell'accordo sul nucleare e la sua rimozione potrebbero avere importanti e pericolose conseguenze per la sicurezza della regione.

Mohammad Javad Zarif: "Più che quello dell'Iran, questo è il punto di vista dell'Europa che è convinta che l'accordo sia un importante documento di non proliferazione e che senza si crei spazio per forti tensioni nella regione. Noi, da parte nostra, crediamo che abbiamo sempre fatto affidamento sulla nostra gente per la nostra sicurezza. La nostra sicurezza viene dall'interno e non dall'esterno. Ma abbiamo anche dimostrato che il nostro popolo resisterà alle aggressioni, non accetterà che nessuno provi ad intimidire l'Iran, ad umiliare l'Iran o peggio ancora ad invadere l'Iran o a minare la nostra sicurezza o integrità territoriale. Siamo venuti in aiuto a tutti coloro che erano minacciati nella regione. Quindi, i nostri amici e vicini della regione hanno sempre sentito di non essere minacciati dall'Iran. Alcuni potrebbero aver fatto una sorta di propaganda per portare avanti politiche interne o regionali ma non ne hanno ricavato molto. Quindi, credo che il modo migliore per affrontare questi problemi per la nostra regione del Golfo Persico, sia attraverso il dialogo regionale che garantisca la sicurezza di tutti in questo immediato vicinato".