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Chi è Maria Butina, la "spia russa" a cui piacciono le armi

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Chi è Maria Butina, la "spia russa" a cui piacciono le armi

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Nello stesso giorno del vertice bilaterale di Helsinki in cui Donald Trump ha incontrato il suo omologo russo Vladimir Putin, negli USA le autorità federali hanno arrestato una russa con accuse di spionaggio.

Si tratta di una donna, identificata come Maria Butina, 29 anni, alle dipendenze di un rappresentante russo legato al Cremlino. I dettagli sono emersi in queste ore da documenti del tribunale a Washington. L'accusa è quella di "aver cospirato operando quale agente non registrato del governo russo" e in particolare di aver lavorato per un rappresentante russo legato al Cremlino con l'obiettivo di infiltrarsi in organizzazioni politiche americane.

Ha 29 anni, lunghi capelli rossi e compare in foto imbracciando fucili e impugnando pistole. Emerge il suo legame con la Nra (National Rifle Association), la potente lobby americana delle armi. Un portavoce dell'NRA ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Nelle carte giudiziarie si sottolinea anche il tentativo di stabilire un 'canale segreto' di comunicazione fra esponenti del governo russo e politici americani. Canale "che poteva essere utilizzato dalla Federazione Russa per penetrare l'apparato decisionale Usa allo scopo di spingere l'agenda della Federazione Russa", stando ancora ai documenti diffusi dal dipartimento di Giustizia.

Butina è stata arrestata nella capitale americana, è comparsa in tribunale ma non ha proferito parola. Un'udienza è stata fissata per mercoledì 18 luglio. Il suo legale, Robert Driscoll, nega che Butina sia una spia.

La 29enne "lavorava per un rappresentante di alto livello del governo russo che era stato in passato membro della legislatura della Federazione Russa e successivamente era diventato un rappresentante di alto livello della Banca Centrale Russa", ha sottolineato il dipartimento di Giustizia nella sua comunicazione.

Non si fanno nomi, ma la pubblicazione The Hill ricorda che all'inizio di quest'anno i democratici della commissione Giustizia del Senato chiesero e ottennero documenti che facevano riferimento alla possibilità che la Russia avesse usato la Nra "per finanziare segretamente la campagna per l'elezione di Donald Trump" e il nome di Maria Butina era emerso anche in quell'occasione, insieme con quello di Alexander Torshin, il vicegovernatore della Banca Centrale russa, indicate come persone di interesse. Butina lavorava come assistente di Torshin, scrive The Hill. Il Guardian sottolinea che Torshin incontrò Donald Trump Jr per cena alla convention della Nra del 2016 e che l'ex banchiere è dallo scorso aprile oggetto di sanzioni.

E' stata descritta come "il volto pubblico dei diritti per le armi" in Russia. Nelle carte giudiziarie del caso Butina non si fa riferimento alla campagna elettorale di Trump.

Entrata negli States con visto turistico, durante la sua carriera da studentessa nel distretto della Columbia "avrebbe continuato ad agire come agente su mandato della Federazione Russa".

Le accuse si riferiscono al periodo che va dal 2015 al febbraio 2017 e non rientrano nell'ambito dell'inchiesta condotta dal procuratore speciale Robert Mueller sul cosiddetto Russiagate.

L'arresto arriva pochi giorni dopo l'incriminazione di 12 agenti dell'intelligence militare russa nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate sulle interferenze di Mosca nelle lezioni americane del 2016.

In un video disponibile su Youtube la si sente durante un evento a Las Vegas domandare al presidente Trump, allora candidato presidenziale, se avrebbe continuato ad appoggiare le sanzioni contro la Russia se fosse stato eletto presidente.