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"Generazione ricchezza", gli Usa di Trump

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"Generazione ricchezza", gli Usa di Trump

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Hanno tanti soldi, ma vorrebbero averne sempre di più. Si chiama Generazione ricchezza il documentario di Lauren Greenfield, che per oltre vent’anni ha indagato nella vita dei più ricchi degli Stati Uniti.

"L’elezione di Donald Trump è stata una conferma di quello che documento da due decenni, perchè, in un certo senso, lui era l’apoteosi della generazione ricchezza e un’espressione di questi valori, dalla fama, al reality tv, alla proprietà immobiliare, all’idea del 'Fingi fino a farcela'", spiega la regista.

Il film, sottolinea l’autrice, non è sui benestanti, ma sul desiderio della ricchezza ad ogni costo, sulla trasformazione del sogno americano, sui costi umani del capitalismo, sul narcisismo e sull'avidità.

"Ho cominciato il film parlando di soldi e benessere, poi ho realizzato che trattava anche le altre cose che sono legate ai soldi: bellezza, sessualità, giovinezza, fama", racconta Greenfield.

"Ho cominciato a rendermi conto che, in un certo modo, tutte le vicende che avevo ripreso sin dall'inizio degli anni Novanta potevano raccontare una storia più ampia, su una trasformazione nella nostra cultura, una trasformazione nei nostri valori e nelle nostre aspirazioni", aggiunge Greenfield.

I membri della Generazione Ricchezza non sono solo i ricchi e i famosi.

"Non è un film a proposito dell'1%", spiega Greenfield, "È un film a proposito di quella che definisco l'Influenza della Ricchezza. Parla dell'effetto Kim Kardashian su tutti noi. Una delle cose a cui ci spingeva il sogno americano era paragonarci ai nostri vicini, al ragazzo della porta accanto che magari ha una macchina leggermente migliore o una casa leggermente più grande. Ma quello che è successo è che passiamo talmente tanto tempo con i personaggi che conosciamo grazie alla televisione che adesso ci paragoniamo a loro".

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