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Usa-Cina: Pechino prepara la sua risposta ai nuovi dazi di Trump

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Usa-Cina: Pechino prepara la sua risposta ai nuovi dazi di Trump

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La decisione degli Stati Uniti di imporre nuovi dazi sulle merci in arrivo dalla Cina per un valore complessivo di 170 miliardi di euro potrebbe dare il via ad un escalation nella guerra delle tariffe con Pechino. Le nuove tariffe volute da Trump dovrebbero entrare in vigore entro settembre.

Si tratta del secondo affondo americano sull'export cinese dopo le sanzioni imposte venerdì scorso su beni cinesi per 29 miliardi.

Sanzioni a cui la Cina aveva risposto immediatamente imponendo a sua volta dei dazi sulle merci americane per un valore equivalente.

Pechino ha già annunciato che anche in questo caso adotterà le contromisure necessarie. Potrebbe però non essere così semplice, visto il grande deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina.

L'anno scorso l'import di prodotti americani è stato quattro volte inferiore rispetto all'export di beni cinesi negli Stati Uniti: un deficit commerciale di oltre 300 milioni a favore della Cina.

In altre parole, potrebbero non esserci abbastanza merci americani da tassare. A Pechino però non mancherebbero le alternative: la rappresaglia cinese potrebbe spostarsi sulle aziende a stelle strisce, come ad esempio la Apple.

Se, per ipotesi, il gigante di Cupertino fosse estromesso dal mercato cinese, il più grande del mondo, perderebbe in un solo colpo più di 44 miliardi di dollari, il 19% del suo fatturato.

In aggiunta la Apple vedrebbe precipitare la sua capitalizzazione di mercato, superiore a 900 miliardi di dollari, e sarebbe probabilmente costretta a licenziare migliaia di dipendenti.

Una mossa che lascerebbe pochi margini ad una risposta americana, visto che negli Stati Uniti non esistono aziende cinesi con un giro d'affari paragonabile a quello della Apple in Cina.

Senza considerare che l'azienda di Cupertino si affida in larga misura a fornitori asiatici e che gli iPhone sono assemblati proprio in Cina. Una stretta di Pechino sui fornitori potrebbe causare enormi ritardi.

Un'altra possibilità potrebbe essere il ricorso alla sua leva finanziaria, visto che la Cina è il principale creditore estero degli Stati Uniti. Il debito americano supera i 18mila miliardi di euro, un terzo del quale nelle mani di investitori stranieri. La Cina ne detiene circa mille miliardi.

Se Pechino decidesse di usare questa opzione, potrebbe causare gravi perturbazioni sui mercati internazionali e dare il là ad una crisi di livello globale.