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Faccia a faccia tra il premier polacco e gli eurodeputati

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Ci ha provato a tentare di difendere la riforma del sistema giudiziario, ma il primo ministro polacco mercoledì si è trovato davanti una folla scettica al Parlamento europeo. Il suo discorso arriva in un momento critico per le relazioni tra Varsavia e Bruxelles, divise sullo stato di diritto in Polonia.

"Mettere i giudici sotto il controllo politico non ha nulla a che vedere con i valori europei- ha affermato il liberale Guy Verhofstadt- Glielo chiedo personalmente (riferendosi a Morawiecki): cambi rotta e riporti la Polonia nella famiglia delle nazioni democratiche, lontano dall'illusione dei cosiddetti stati illiberali".

A difendere a spada tratta Morawiecki sono stati invece i parlamentari di estrema destra, in prima linea Gerard Batten, eurodeputato britannico ed euroscettico.

"Si puoi avere lo stato di diritto, ma non si può pretendere che tutti seguano il tipo di stato di diritto decisa da Bruxelles", ha affermato.

La ricetta di Morawiecki è proprio questa: meno Europa e più interesse nazionale. Una formula usata spesso dai populisti.

"Se il progetto europeo vuole andare avanti, allora deve rafforzare la sua legittimità democratica potete chiamarlo populismo, ma alla fine dobbiamo rispondere alle domande dei cittadini", sostiene Mateusz Morawiecki.

Eppure i limiti degli stati nazionali sembrano evidenti quando si tratta di trattare temi difficili come immigrazione, ha ricordato il capo dei conservatori Manfred Weber.

"Nelle riunioni del Consiglio della scorsa settimana abbiamo sperimentato che gli stati nazionali non sono in grado di trovare un terreno comune per andare oltre: l'Unione europea basata sulle istituzioni europee funziona, mentre l'Europa degli egoismi e dei nazionalismi non può soddisfare gli interessi dei cittadini di tutta l'Unione europea ".

Proprio questa settimana la Commissione europea ha lanciato una procedura d'infrazione contro Varsavia, che potrebbe minare il suo diritto di voto in seno al Consiglio europeo.