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ESCLUSIVA - Rotta balcanica, la minaccia dell'Italia: pronta a sospendere i fondi alla Turchia

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ESCLUSIVA - Rotta balcanica, la minaccia dell'Italia: pronta a sospendere i fondi alla Turchia

ESCLUSIVA - Rotta balcanica, la minaccia dell'Italia: pronta a sospendere i fondi alla Turchia
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Nota: audio integrale dell'intervista concessa dal Sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni, a Euronews il 27/6, il giorno prima del vertice europeo:

L'Italia presenta la sua proposta al Consiglio europeo di Bruxelles sulla crisi migratoria e avverte i partner europei di essere pronta a sospendere i fondi destinati alla Turchia che hanno portato alla chiusura della rotta balcanica.

"Occorre superare il regolamento di Dublino - ha detto di fronte al Senato, il Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte - Un regolamento che non va riformato, ma superato, perché del tutto inadeguato a gestire il problema dei flussi migratori. I dati statistici ci dicono che sono il 7% gli aventi diritto allo status di rifugiato".

"Per la prima volta, il governo italiano va a discutere una sua proposta, delineata in 10 punti - spiega a Diego Malcangi di Euronews il sottosegretario al ministero degli Interni, Nicola Molteni - e non ad accettare e commentare passivamente e supinamente le scelte degli altri sul fronte dell'immigrazione".

L'italia fino a dove è disposta a spingersi per mettere nell'angolo i partner europei più riottosi? È stata presentata una riserva sui fondi alla Turchia e poi l'Italia ritiene che si spenda troppo poco per l'Africa. Si potrebbe arrivare a un veto? "Il governo italiano metterà sul tavolo una serie di soluzioni per rendere la gestione di questo fenomeno globale un fenomeno gestito a livello europeo - aggiunge il sottosegretario al ministero degli Interni, Nicola Molteni - Ad esempio, sul tema dei rimpatri - il nostro Paese è lasciato solo nella gestione del fenomeno - ci attendiamo un atto di grande responsabilità. L'Europa deve battere un colpo, se sarà in grado di dare delle risposte serie dimostrerà di esistere. Noi non siamo più disposti a prendere ordini e lezioni su un fenomeno che fino a oggi è stato scaricato sulle spalle del governo nazionale. Dopo l'accordo con l'Unione europea, la Turchia ha preso 6 miliardi di euro per potere bloccare la rotta balcanica. Il nostro Paese contribuisce in maniera importante, è evidente che se non ci saranno risposte concrete e serie per aiutare l'Italia a gestire questo fenomeno globale, faremo tutto ciò che sarà possibile per difendere sovranità e interesse nazionale. Oltre al fatto che l'Italia dà 20 miliardi di euro all'Europa e ne riceve meno della metà, e probabilmente ci sarà una valutazione differente".

La proposta italiana trova contrari non solo i quattro di Visegrad, ma anche Austria e Danimarca. La posizione più delicata sembra quella della Germania, che rischia una crisi di governo.