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Turchia, le reazioni europee alla vittoria di Erdogan

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Turchia, le reazioni europee alla vittoria di Erdogan

Turchia, le reazioni europee alla vittoria di Erdogan
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Nonostante alcuni sondaggi avessero aperto alla possibilità che il leader turco venisse costretto al ballottaggio dall’opposizione di Muharrem Ince, alla fine non c’è stata partita. Nei giorni scorsi Euronews ha ampiamente trattato i giorni pre-elezioni fino a coprire le stesse:

http://it.euronews.com/2018/06/23/turchia-voto-cruciale-le-grandi-manifestazioni-la-cifra-di-una-campagna-elettorale-vivace

http://it.euronews.com/2018/06/20/le-elezioni-presidenziali-e-parlamentari-anticipate-in-turchia-spiegate

http://it.euronews.com/2018/06/25/turchia-erdogan-rieletto

Secondo le parole del portavoce della Commissione Europea Margaritis Schinas "a Commissione europea si augura che sotto la presidenza di Erdogan la Turchia rimanga impegnata con l'Unione europea sui principali temi comuni, come: le migrazioni, la sicurezza e la stabilità regionale e la lotta contro il terrorismo".

Queste invece le parole di Marc Pierini di Carnegie Europe, che, prima del voto, aveva già messo in guardia sulla concentrazione del potere che Erdogan avrebbe potuto ottenere in caso di vittoria:

"Agli occhi dei leader Europei, una è la questione fondamentale: ovvero che la Turchia ora è un'autocrazia. La campagna elettorale è stata incredibilmente impari - 180 ore di TV di Erdogan contro le circa 20 riservate per l'intera opposizione. Quindi queste elezioni non sono per nulla simili a quelle europee, abbiamo una Turchia che si pone in un'orbita differente rispetto all'Europa. Questo certo non vuole dire che non si parleranno più tra loro perché i temi della lotta contro il terrorismo, quelli sui rifugiati, gli interessi economici, sono tutti elementi che persistono, ma in termini di governance, decisamente non abitiamo nello stesso mondo".

Un dato interessante di queste ultime elezioni è quello relativo alle donne elette: in base alla lista provvisoria dei deputati eletti, infatti, che verrà ufficializzata venerdì dalla Commissione elettorale suprema (Ysk) dopo aver esaminato eventuali ricorsi, le donne che hanno conquistato un seggio nell'Assemblea nazionale di Ankara sono 78 su 600, 4 in più della precedente legislatura, dove però gli scranni disponibili erano 550.

E' stata liberata da pochissime ore l'italiana Cristina Cattafesta, trattenuta in stato di fermo in Turchia. Cristina Cattafesta, era stata bloccata il 24 giugno durante un controllo di polizia nella provincia di Batman, nel sud-est a maggioranza curda, dove si trovava per svolgere attività di osservazione elettorale per l'Hdp.

La Cattafesta ha dichiarato a Radio Capital: "Sono libera, me la sono cavata con poco: una notte in carcere, dove sono stata trattata benissimo".