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Missione di Salvini in Libia per potenziare l'accordo sui migranti

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Missione di Salvini in Libia per potenziare l'accordo sui migranti

Missione di Salvini in Libia per potenziare l'accordo sui migranti
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Salvataggio, andata e ritorno

Le Guardia Costiere libica, nella serata di domenica, in diverse operazioni ha soccorso 948 migranti alla deriva sui loro gommoni nel Mediterraneo.

Dei 948 migranti salvati domenica, 185 sono donne e 90 bambini, secondo le prime stime della Guardia Costiera libica.

Una parte di loro sono stati trasporti a Tripoli e un'altra parti al porto di Homs, città nel nord della Libia.

Dalla scorsa settimana, i migranti salvati che cercavano di raggiungere l'Italia, ma riportati in Libia, sono quasi 2 mila.

La costa occidentale della Libia rimane il principale punto di partenza per migliaia di migranti con l'obiettivo di raggiungere l'Europa.

Missione di Salvini in Libia

In quel tratto di Mediterraneo il numero di imbarcazioni in partenza è, pero, diminuito drasticamente dal luglio 2017 dopo l'accordo tra Libia e Italia del febbraio dell'anno scorso.

In queste ore il ministro degli interni Matteo Salvini si trova proprio in Libia: dopo aver ringraziato - da ministro e da papà, si legge in un suo tweet - le autorità di Tripoli per il salvataggio dei migranti, stamani l'incontro con il presidente del consiglio presidenziale libico, il vice-presidente e il ministro dell'interno.
Una missione per rafforzare l'accordo Italia-Libia
sui migranti.

E la "Lifeline" aspetta...

Al largo delle coste libiche, rimane in attesa di destinazione la nave dell'ONG tedesca "Lifeline", a cui Italia e Malta hanno negato l'accesso ai loro porti.

Tutto iniziò con la fine di Gheddafi

La Libia è precipitata nel caos in seguito alla rivolta sostenuta dalla NATO, che ha abbattuto il colonnello Gheddafi nel 2011, con molti gruppi armati e due differenti amministrazioni in corsa per il potere. Impossibile, a quel punto, controllare l'esodo dei migranti.

La maggior parte dei migranti cerca di attraversare il Mediterraneo verso l'Italia, sperando di essere raccolti da navi di organizzazioni non governative. Ora, una nuova destinazione è diventata la Spagna, grazie anche all'atteggiamento più morbido del nuovo governo di sinistra del premier Pedro Sanchez.

All'inizio di giugno, il ministro degli interni, Matteo Salvini, ha dichiarato di non voler più permettere l'approdo di navi di ONG in Italia per "scaricare" i migranti salvati in mare.