ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Immigrazione: cresce la pressione per trovare un accordo al prossimo vertice europeo

Lettura in corso:

Immigrazione: cresce la pressione per trovare un accordo al prossimo vertice europeo

Immigrazione: cresce la pressione per trovare un accordo al prossimo vertice europeo
Dimensioni di testo Aa Aa

Nel tentativo di trovare un accordo sulla gestione dei flussi migratori si fa strada tra i paesi europei l'idea di "piattaforme di smistamento regionali" al di fuori dell'Unione. Centri in cui distinguere tra rifugiati e migranti economici destinati al rimpatrio. Su questa proposta, menzionata in un documento preparatorio del prossimo vertice europeo trapelato ai media, la Commissione europea tuttavia non ha posizione ufficiale.

"Non abbiamo mai rifiutato nulla a priori - ha affermato martedi il commissario europeo all'immigrazione Dimitris Avramopoulos- ma finora non abbiamo mai optato per questo piano. C'è un'idea ma non si tratta di una proposta molto concreta".

La crisi politica sull'immigrazione rischia di diventare una bomba a orologeria. Durante il loro incontro a Vienna il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, prossimo a guidare la presidenza del consiglio europeo, e il presidente del Parlamento europeo hanno sottolineato la necessità di trovare una soluzione.

"L'immigrazione è il problema di tutti i problemi, su questo tema è in gioco il futuro dell'Europa- ha affermato Antonio Tajani-. Se non otteniamo risposte concrete, l'allarme sociale si alzerà e l'esistenza del La stessa Unione Europea sarà a rischio ".

L'immigrazione sarà al centro del prossimo consiglio europeo dove si giocherà una partita decisiva per la riforma del sistema comune d'asilo. Paesi come Italia e Grecia, vorrebbero un sistema più equo di ripartizione dei rifugiati, un'idea che incontra opposizioni da Est.

La creazione di piattaforme regionali di smistamento potrebbe sembrare un ultimo tentativo per mettere tutti d'accordo, ma secondo alcuni non risolverebbe il problema dell'immigrazione, esternalizzandolo solo al di fuori dei confini europei. In secondo luogo resta da capire quali paesi si diranno disposti ad accettare la presenza di questi centri sui loro territori e se tali paesi potranno considerarsi luoghi sicuri.