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Turchia: l'incognita del voto all'estero

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Turchia: l'incognita del voto all'estero

Turchia: l'incognita del voto all'estero
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Dopo l’Olanda, il Belgio. I turchi residenti in questo paese hanno iniziato a votare per le presidenziali e legislative del 24 giugno in Turchia. Un test cruciale per Recep Tayyip Erdogan, che attribuirà per la prima volta i nuovi poteri introdotti dal referendum presidenzialista dello scorso anno. Un voto che secondo alcuni analisti potrebbe avere un esito per nulla scontato.

"Voterò per la pace - dice una signora, in modo che non scorra più sangue, per non vedere più le madri piangere.” “Erdogan ci rappresenta molto bene, siamo felici, gli altri cercano solo di distruggere quello che lui ha costruito finora”, dichiara un’altra donna. Tra i pro e i contro il leader dell’AKP c’é anche chi non vuole dirci cosa ha votato.

Se Ergodagn dovesse vincere, tutto il potere si concentrerebbe nelle sue mani, portando all’eliminazione della figura del primo ministro. Marc Pierini di Carnegie Europe sottolinea che secondo gli standard europei è un sistema di potere assoluto che non darebbe alcuno spazio all’opposizione, né in parlamento, nè al di fuori. Mi riferisco alla stampa, alla società civile o alla giustizia. Una posizione che allonta sempre di più il Paese dall’Europa. "Il punto di vista dell'UE non cambierà molto da quello espresso all’epoca del referendum, avremo una Turchia in un'orbita completamente diversa dai parametri di Bruxelles", aggiunge Pierini.

Sono circa tre milioni i turchi all’estero che avranno la possibilità di esprimere il proprio voto in queste elezioni anticipate dopo il referendum che ha fatto emergere la necessità di ridisegnare la struttura politica turca, per garantire stabilità e sicurezza alla Nazione.