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Colombia, sarà il ballottaggio a decidere sulla pace

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Colombia, sarà il ballottaggio a decidere sulla pace

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Dovendo scegliere tra l'ex M-19 Gustavo Petro e l'uribista Ivan Duque, la Colombia si avvicina al ballottaggio di una elezione presidenziale che segnerâ il futuro.

Sul voto incombe la figura dell'ex presidente Alvaro Uribe e del suo controverso ruolo nella violenza che ha insaguinato il paese negli anni 90. Durante il suo mandato migliaia di persone sono state assassinate e falsamente presentate come guerriglieri uccisi in battaglia. E molti in Colombia non dimenticano.

"Più di 10.700 crimini contro i diritti umani sono stati dimenticati: non se ne può parlare, nessuno lo può fare, nessuno ne sa niente. Se vincesse Duque che va a braccetto con Uribe sarebbe lo stesso: più paura e più impunità".

In un paese spaccato in due anche Gustavo Petro sconta l'ostilità dei settori più a destra dell'elettorato. Il suo passato nell'M-19, gruppo armato che nel 1990 si convertì in partito politico, e i suoi anni alla guida della capitale Bogotà, offrono ai suoi critici lo spunto per presentarlo come un nuovo Hugo Chavez.

"È stato creato l'immaginario di un castro-chavismo alla Petro, a cui si contrappone il mito urbano secondo cui il giorno dopo della sua vittoria gli investitori stranieri scapperebbero e i super-ricchi venderebbero i loro beni".

La posta in gioco di queste presidenziali tuttavia, resta la pace: uno la difende, l'altro la rimette in causa.

Héctor Estepa, Euronews: "L'accordo di l'Avana con le Farc torna alla prova delle urne. Gustavo Petro si impegna a applicarlo così come è stato concordato tra le parti a Cuba, Ivan Duque invece promette di modificarlo in diversi punti e chiede una norma che impedisca agli ex guerriglieri condannati per crimini di lesa umanità di sedere in parlamento".