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Aquarius verso Valencia: la vita a bordo per migranti e volontari

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Aquarius verso Valencia: la vita a bordo per migranti e volontari

Aquarius verso Valencia: la vita a bordo per migranti e volontari
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La nave Aquarius procede la sua navigazione verso la Spagna: prua diretta verso il porto di Valencia dove troveranno accoglienza i migranti soccorsi al largo delle coste libiche. Secondo fonti del governo di Madrid, l'arrivo è previsto per domenica. I ritardi sono legati alle cattive condizioni meteo marine.

"La nave della Guardia Costiera italiana, che guida il nostro convoglio, ha deciso di cambiare rotta". A comunicarlo SOS Méditerranée, a capo della missione umanitaria, sottolineando che si è trattato di una decisione assunta a causa del maltempo. Aquarius ha infatti proseguito lungo la costa orientale della Sardegna, meno esposta ai venti che hanno reso difficile la navigazione.

Per questo, l'equipaggio e i volontari hanno lavorato con l'obiettivo di mettere in sicurezza la nave. Per ora la situazione a bordo è tranquilla: le condizioni dei migranti sono buone, chiedono quando potranno toccare terra.

Prima di lasciare la Sicilia, Aquarius aveva fatto una breve sosta davanti a Mazara del Vallo: il tempo per gli uomini di nave Dattilo e di nave Orione - le due unità della Guardia Costiera e della Marina Militare che la scortano e che hanno a bordo la maggioranza dei 629 migranti - di rifornire la nave di acqua, arance, barrette di cerali e pane.

Anthony Luca Tassel, volontario di SOS Méditerranée, racconta all'inviata di Euronews, Anelise Borges, la sua frustrazione: "Fa male - dice - vedere che ci saranno sempre uomini che si approfittano di altri uomini".

il volontario Anthony Luca Tassel, intervistato da Anelise Borges

Il carico di disperati dell'Aquarius, rimbalzato da Malta e Italia con il suo bagaglio di dolore e aspettative, rilancia un interrogativo sul futuro delle missioni umanitarie: da quando sono iniziate le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, Aquarius ha assistito circa 30.000 persone. Adesso, dopo la chiusura dei porti italiani, è tutto in discussione.

"Ovviamente - dice Nicola Stalla, coordinatore SOS Méditerranée - la nostra intenzione è quella di tornare presto a essere operativi nella ricerca e nel soccorso dei migranti al largo delle coste della Libia. Ma attualmente è difficile prevedere quanto tempo ci vorrà".