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Aquarius, i racconti dei migranti in viaggio verso la Spagna

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Aquarius, i racconti dei migranti in viaggio verso la Spagna

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Good Good: "stiamo bene ora", dicono Memouna e Kadijato, due bambine dalla Sierra Leone. Ma il loro viaggio, la madre Soniata lo descrive come "difficile"; e suona quasi un eufemismo a sentire il suo racconto. "Volevano sottoporre le mie bimbe all'infibulazione, la mutilazione genitale femminile" spiega alla nostra inviata Anelise Borges. "Ma io questo non lo volevo, cosÌ ho deciso di lasciare il paese".

Soniata è una delle 600 migranti che la scorsa settimana sono state soccorse dalla nave Aquarius: prima di imbarcarsi dalla Libia, per poter dare un futuro migliore alle sue figlie, ha attraversato - in gran parte a piedi - Guinea, Burkina Faso e Mali. "Il viaggio è stato durissimo - dice - e ora voglio solo che le bambine abbiano un posto dove crescere e andare a scuola".

Insieme ai suoi compagni di viaggio, si è trovata nel mezzo di un braccio di ferro diplomatico-marittimo tra i paesi europei che affacciano sul Mediterraneo. Quasi 500 dei suoi compagni di viaggio sono stati presi in carico da due imbarcazioni della marina italiana, che - dopo il diniego del Viminale, che non sembra più intenzionato ad aprire i porti italiani alle navi delle Ong - stanno accompagnando la Aquarius verso Valencia, dove il neo-premier spagnolo Pedro Sanchez ha dato l'autorizzazione ad attraccare.

La nostra corrispondente Anelise Borges è l'unica è l'unica reporter a bordo della nave: a sentir lei, nessuno dei migranti ha realmente idea della battaglia politica che si è consumata nei giorni scorsi. Ma nel frattempo, alcune voci hanno iniziato a rincorrersi circa il fatto che il sistema d'accoglienza della città spagnola di Valencia sarebbe in realtà saturo, e non in grado di provvedere a tutti i 600 i richiedenti .

Di certo, ora sarà la politica ora a decidere del loro futuro.