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Le azzurre ai mondiali i maschi no, ora basta disparità

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Le azzurre ai mondiali i maschi no, ora basta disparità

Le azzurre ai mondiali i maschi no, ora basta disparità
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Destinate a essere trattate da eterne debuttanti, a subire consigli non richiesti, a restare indietro con la carriera nonostante l'impegno. È il destino di tante donne ma ogni tanto arriva la rivincita proprio come è successo questo venerdì alle componenti della nazionale femminile di calcio che sconfiggendo le portoghesi 3 a 0 si sono qualificate ai mondiali di Francia del 2019. Niente a che vedere con Russia 2018 e con Qatar 2022, le donne giocano in un altro anno, in un altro torneo ovviamente con meno sponsor, meno soldi e meno audience.

Non succedeva da 20 anni che le azzurre andassero ai mondiali, sono riuscite a qualificarsi proprio a ridosso di Russia 2018 che i colleghi maschi guarderanno da casa. Magari sarà la volta buona per parlare di parità o qualcosa che vi si avvicini anche nello sport. Infatti a prescindere dai risultati un calciatore prende tra i 7 e i 10mila euro per ogni convocazione in nazionale mentre le azzurre, essendo dilettanti, hanno poco e niente.

Cosa fanno e dicono i calciatori?

Forse ora che sono qualificate qualcuno si accorgerà di loro e chissà magari qualche collega maschio, qualche calciatore, potrebbe sposarne la causa in uno slancio di impegno civile fuori dal campo.