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L'austerity in Giordania secondo l'Fmi minaccia la stabilità sociale

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L'austerity in Giordania secondo l'Fmi minaccia la stabilità sociale

L'austerity in Giordania secondo l'Fmi minaccia la stabilità sociale
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Nella giornata di sciopero generale indetto dai sindacati il clima diventa rovente in Giordania, il no alla riforma fiscale del governo giordano, appogggiata dal Fondo Monetario Internazionale, diventa collettivo.

Eyad Mkheimar ha un negozio, per lui la penuria di beni di prima necessità è responsabilità del governo, la politica di aumento dei prezzi ha reso impossibile tenere il passo delle spese.

L'uomo di fronte alle telecamere si sfoga:

"Il governo e le sue politiche sono fallimentari, aumenta i prezzi senza fare studi reali; L'unica cosa cui mirano è ridurre il debito. Per quanto tempo i cittadini potranno tollerare questo? HO questo negozio da dieci anni, fra un paio di mesi rischio di essere disoccupato".

L'aumento, tra le altre cose, dell'Iva, fa parte delle riforme chieste dal Fondo monetario internazionale, volte a ridurre il debito di crica 37miliardi di dollari.

Ecco alcune misure previste dalal riforma fiscale, infatti potrebbe aumentare la fascia della popolazione tassata dal 5 al 10 percento; il reddito imponibile potrebbe passare da 34 .000 dollari a 22.500 a famiglia da 17.000 dollari a 11.200 a persona e potrebbero sparire anche alcune esenzioni fiscali.

Tra i manifestanti molti sono studenti, appena diplomati o laureati che faticano a pagare bollette e a trovare un posto di lavoro. L'economia giordana non aiuta neppure a avere speranze.

Il Pil ha registrato un +2% nel 201, la disoccupazione era pari al 18,4% nel primo quadrimestre del 2018 e l'inflazione era pari al 4,6% in aprile.

Il piano previsto dal governo e dal Fondo monetario internazionale ha una durata triennale, per il governo del paese mediorientale questo consentirà la riduzione delle disparità sociali, perché pagherà più tasse chi guadagnerà di più.