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La nuova rotta dei migranti attraverso i Balcani

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La nuova rotta dei migranti attraverso i Balcani

La nuova rotta dei migranti attraverso i Balcani
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I migranti stanno utilizzando una rotta alternativa attraverso i Balcani per provare a raggiungere i paesi dell'Unione Europea. A dimostrarlo sono i dati più recenti dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). La nuova rotta parte dalla Grecia e risale la penisola balcanica fino alla Croazia attraverso Albania, Montenegero e Bosnia-Erzegovina.

La Bosnia-Erzegovina, l'Albania e il Montenegro hanno registrato 6700 nuovi immigrati irregolari nei primi cinque mesi di quest'anno, più del doppio di quelli arrivati nei tre paesi in tutto il 2017. La Bosnia-Erzegovina è il paese dove si è registrato l'aumento più rilevante. Sono più di 4mila, secondo l'Oim, i migranti arrivati nel 2018, un quinto dei quali dalla Siria (la maggior parte del resto è arrivata invece da Iraq, Turchia, Algeria e l'Afghanistan): l'anno scorso erano stati 755. Sono centinaia le persone che dormono nei parchi della capitale Sarajevo.

Nel 2015 sono stati più di un milione gli immigrati arrivati in Europa prima della chiusura della cosidetta via dei Balcani attraverso Turchia, Grecia e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia in seguito all'accordo siglato nel 2016 con la Turchia, che ha accettato di bloccare il flusso dei migranti in cambio di aiuti economici da parte della Ue e della promessa di esenzione dal visto per i propri cittadini.

I contrabbandieri hanno cominciato a utilizzare la nuova rotta a partire dallo scorso autunno dopo l'inasprimento dei controlli alle frontiere tra Serbia, Ungheria e Croazia. E' aumentato anche il numero di migranti bloccati in Serbia dal 2016 che provano ad attraversare la Bosnia-Erzegovina, mentre molti iraniani stanno approfittando del regime di esenzione dal visto introdotto l'anno scorso tra Serbia e Iran.