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Riforma delle ferrovie in Francia, il relatore a Euronews "è solo l'inizio"

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Riforma delle ferrovie in Francia, il relatore a Euronews "è solo l'inizio"

Riforma delle ferrovie in Francia, il relatore a Euronews "è solo l'inizio"
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REUTERS/Christian Hartmann
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Ventisei giorni di sciopero non hanno fermato la riforma delle ferrovie francesi che questo martedì approda in Senato.

Secondo il governo di Parigi, è fondamentale cambiare radicalmente il modo di operare della Sncf, in vista della privatizzazione del settore con l'apertura agli investitori internazionali prevista per il 2020.

Tra i punti di discussione più caldi c'è l'abolizione dello Statuto dei Lavoratori per i nuovi dipendenti, insieme alla possibilità del pensionamento anticipato a 52 anni e al blocco dell'aumento automatico degli stipendi ogni anno. Lo Stato francese assumerà in due fasi 35 miliardi di euro di debito.

Per i sindacati, le proposte del governo sono mirate solo alla privatizzazione del settore.

L'autore del disegno di legge - che conta già 600 proposte di emendamento - ritiene che l'esecutivo metterà in atto questa riforma e sarà solo l'inizio della rivoluzione che attende il trasporto su ferro.

"La riforma sarà portata a termine sul piano politico. L'accordo sarà approvato entro metà giugno. Sarà definitivo. E sarà rivolto al miglioramento e l'ammodernamento del sistema ferroviario - dice Jean-Baptiste Djebbari, parlamentare de La République en marche e autore del testo di riforma - Ma quello che voglio sottolineare è che la riforma proseguirà, perché a partire da giugno avvieremo la contrattazione collettiva con tutti i sindacati. E da allora ci saranno due anni di tempo per concludere questo contratto collettivo che dovrebbe diventare uno strumento di protezione per i lavoratori del settore ferroviario. Quindi, anche se la riforma si concluderà presto in termini legislativi, continuerà con un dialogo sociale e saranno coinvolti tutti i sindacati e i lavoratori del comparto ferroviario".

"La riforma della SNCF è una delle più grandi battaglie che tanti governi francesi si sono trovati a combattere - conclude la corrispondente di euronews, Anelise Borges - Diverse amministrazioni ci hanno provato e hanno fatto marcia indietro. La domanda ora è se il Presidente Macron diventerà colui che completerà il lavoro".