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Alpi nuovo cimitero dei migranti

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Alpi nuovo cimitero dei migranti

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La tensione è alta sulle Alpi francesi.

Da mesi gli abitanti della regione di Briançon, al confine con l'Italia, lanciano l'allarme contro le politiche anti-immigrazione di Parigi.

​"Signore e signori poliziotti e gendarmi, non vogliamo che dopo l'inferno libico e il cimitero mediterraneo, l'attraversamento di questa frontiera si trasformi in un nuovo ostacolo mortale per gli esuli che desiderano venire in Francia". Lo dicono i manifestanti, venuti a esprimere la loro rabbia dopo che il corpo senza vita di una giovane africana è stato ritrovato in un fiume.

I militanti accusano le forze dell'ordine di averne provocato la morte inseguendola al momento in cui passava la frontiera. Ed è solo la prima: in totale sono tre i morti ritrovati da un lato e dall'altro del confine in meno di venti giorni.

Da più di un anno oltre 3.600 migranti, provenienti soprattutto dall'Africa occidentale, hanno affrontato la montagna per attraversare la frontiera.

Abbastanza per suscitare l'ostilità dei movimenti di estrema destra. Lo scorso aprile Generazione Identitaria è venuta sulle Alpi a erigere una barriera simbolica. Abbiamo incontrato alcuni attivisti del gruppo rimasti da allora nella regione e abbiamo chiesto al loro portavoce, Aymeric Courtet: "Vi sentite legittimati a cercare di bloccare queste persone che hanno fatto non solo questa traversata, ma che sono partiti da molto lontano e hanno sofferto di tutto?"

La risposta è stata: "Certo. Siamo cittadini solerti e vogliamo difendere il nostro popolo, gli europei. Quindi sì, se lo Stato ha deciso di abbandonare il suo popolo, noi siamo qui. Siamo qui per gli europei, per la difesa della nostra identità".

Nel frattempo nella regione residenti e associazioni hanno organizzato una rete di solidarietà. Nella città di Briançon un rifugio che abbiamo visitato accoglie ogni giorno diversi migranti giunti dall'Italia. Molti di loro sono stati rispediti indietro più volte prima di riuscire a passare.

Le associazioni accusano lo Stato di non assumersi le responsabilità che hanno nei confronti dei richiedenti asilo: "Per legge dovrebbero essere accolti, dopo di che hanno un periodo di tempo per presentare richiesta d'asilo. Poi la richiesta d'asilo sarà accettata oppure no, ma non spetta alla polizia decidere se la loro richiesta d'asilo è legittima", denuncia Joël Pruvot dell'associazione Refuges Solidaires.

Nel 2017 la Francia si è piazzata dodicesima nella classifica dei paesi che ospitano migranti in Europa.

I richiedenti asilo stanno subendo le conseguenze delle divisioni dell'Europa nel rispondere alla crisi dei rifugiati? Scopritelo stasera in Insiders, su euronews.