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L'istruzione come arma per un futuro migliore

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L'istruzione come arma per un futuro migliore

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La Turchia è il paese al mondo che ospita la più numerosa popolazione di rifugiati: quasi 4 milioni di persone, di cui il 95 per cento proviene dalla Siria. 1,7 milioni di rifugiati sono bambini e il 40 per cento che è in età scolare non si è ancora iscritto. Ciò aumenta il rischio di diventare vittime del lavoro minorile e di matrimoni prematuri. Euronews ha conosciuto a Istanbul Abdul-Kadir e Zaynab Alrifai, arrivati 4 anni fa da Homs. I loro figli vanno al Centro di Educazione Temporanea per prendere lezioni con insegnanti siriani, ma dove i imparano anche il turco.
“La vita ci ha insegnato che possiamo superare le difficoltà con la conoscenza. Ecco perché dobbiamo educare i nostri figli, in modo da avere una generazione capace di costruire un paese in modo appropriato, ciò sarà possibile so lo grazie all’istruzione”, sostiene Abdul.
330.000 bambini beneficiano del programma a di fondi per l’educazione. I loro genitori ottengono dai 6 agli 11 euro a bambino al mese in una carta di credito. Il programma era stato creato nel 2003 per i bambini turchi dal governo, ma è stato esteso ai rifugiati grazie a donatori internazionali, in collaborazione con con l’Unicef e la Mezzaluna rossa turca.
Philippe Duamelle, rappresentante dell’Unicef per la Turchia ci spiega che “C‘è bisogno di maggiori risorse per poter continuare a proteggere questi bambini, così da poter continuare a dare loro accesso a un’istruzione, avere un futuro migliore ed essere dotati di competenze essenziali”.
Accanto ai maestri c‘è anche una squadra di protezione per i minori: assistenti sociali e traduttori visitano le famiglie per valutare i rischi e capire di quali servizi hanno bisogno.
L’Unione europea ha contribuito con 34 milioni di euro al il programma. Nonostante le preoccupazioni per lo stato di diritto in Turchia e le sue operazioni militari nella provincia curda siriana, l’ambasciatore europeo in Turchia, Christian Berger, afferma che l’accordo del 2016 stipulato per fermare il flusso migratorio verrà mantenuto, con più fondi e un nuovo programma di ricollocamento.
“Siamo ora nella fase che prevede l’erogazione di altri 3 miliardi di euro, in totale saranno 6 miliardi di euro. La novità è un schema di ricollocazione volontario. Stiamo definendone la struttura”.
Dopo 7 anni di guerra e senza una soluzione politica in vista, il governo turco intende assorbire gradualmente i centri scolastici temporanei per i siriani nel sistema educativo nazionale.