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La finta morte del cronista russo, tra festa e critiche

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La finta morte del cronista russo, tra festa e critiche

La finta morte del cronista russo, tra festa e critiche
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E' stato un vero e proprio colpo di teatro quando mercoledì pomeriggio, ad una conferenza stampa indetta a Kiev per parlare dell'assassinio del giornalista russo Arkady Babchenko è comparso proprio lui, il reporter stesso. Vivo e vegeto.

La conferenza stampa-sorpresa

Il capo dei servizi di sicurezza ucraini ha annunciato davanti alla stampa che l'uccisione a colpi d'arma da fuoco del cronista anti-Putin la sera prima era stata tutta una messinscena, per sventare un vero agguato e identificare il killer.

Alla comparsa sugli schermi tv di Babchenko è scoppiata la festa tra i colleghi dell'ex reporter di guerra.

Intanto il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha assicurato che il suo Paese continuerà a proteggere il cronista e la sua famiglia, perché "è improbabile che Mosca si plachi".

L'incontro tra Poroshenko e il reporter

Non tutti però hanno applaudito la messinscena. L'ONG Reporter senza frontiere si è detta indignata, perché "è sempre profondamente pericoloso che degli Stati giochino con i fatti e per di più sulle spalle dei giornalisti".

Dura, ovviamente, anche la risposta russa, con la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, che ha parlato di "un'azione di pura propaganda".

Dal canto suo, invece, Babchenko ha voluto scusarsi, in particolare con la moglie, all'oscuro di tutto e che per diverse ore lo ha creduto morto. "L'operazione speciale è stata preparata per due mesi, io sono stato messo al corrente un mese fa. Hanno lavorato come matti. Il risultato di questo lavoro si è trasformata in un'operazione che ha portato alla cattura di un uomo", ha dichiarato il 41enne giornalista, che ha continuato con la sua versione dei fatti: "Sono state raccolte prove evidenti - ha proseguito Babchenko - e la cosa più importante è che la mia vita è stata salvata e che sono stati sventati altri attentati più gravi, perché si stavano preparando ad azioni gravi. Mi hanno detto che c'era un ordine di uccidermi, sono stati pagati i soldi, 40mila dollari, un bel prezzo direi, mi hanno fatto vedere i documenti, il mio passaporto, la foto che c'è solo nel mio passaporto, quando l'ho fatto, e nell'ufficio che li rilascia, ed è stato chiaro che l'informazione arrivava dalla Russia, evidentemente dai servizi speciali".

Babchenko in lacrime alla conferenza stampa