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Portogallo: il parlamento dice no all'eutanasia

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Portogallo: il parlamento dice no all'eutanasia

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Il parlamento portoghese ha respinto oggi quattro proposte di legge presentate dalla sinistra che hanno proposto la depenalizzazione dell'eutanasia, in un voto in cui i due partiti principali avevano concesso la libertà di voto.

Questo pone fine al processo di depenalizzazione della morte assistita nell'Assemblea del Portogallo, dove l'81% degli abitanti si dichiara cattolico.

Ana Figueiredo, favorevole all'eutanasia, è diventata attivista nel 2014 dopo il suicidio del padre, 72enne eroe di guerra e malato terminale.

"Spararsi un colpo d'arma da fuoco alla tempia per fermare il proprio dolore, cosa che non poteva più sopportare, penso che non sia dignitoso per nessuno: non aveva più speranza, sebbene la sua vita ne fosse stata piena".

Sino alla vigilia del voto, la Conferenza Episcopale del Paese ha tenuto una posizione altamente ostruzionistica nei confronti della depenalizzazione, distribuendo 1,5 milioni di volantini che ne spiegavano ampiamente la posizione contraria.

"I legislatori - dice invece un'altra manifestante - vogliono che diventiamo carnefici professionisti della salute di coloro che soffrono, questo è ciò che è in gioco e noi non lo vogliamo".

Dal canto proprio, Il Presidente della Repubblica, Rebelo de Sousa, ha evitato di prendere posizione in merito alla legge, tenendo per sé le proprie convinzioni.