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Cosa sappiamo della sparatoria di Liegi

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Cosa sappiamo della sparatoria di Liegi

Cosa sappiamo della sparatoria di Liegi
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REUTERS/Francois Lenoir
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La mattina del 29 maggio un uomo ha aperto il fuoco nel centro di Liegi, in Belgio, uccidendo tre persone - due di loro erano agenti donne di polizia - e cercando di fare degli ostaggi prima di essere neutralizzato dalle forze dell'ordine.

Ecco cosa sappiamo dela sparatoria sul boulevard d’Avroy, all'altezza del café aux Augustins.

REUTERS/Francois Lenoir

La dinamica

Un uomo ha aggredito alle spalle due agenti di polizia con un'arma bianca, descritta come un taglierino dall'emittente RTBF. Si è quindi impossessato delle armi di servizio utilizzandole contro di loro e uccidendole.

Poi ha sparato a un giovane di 22 anni seduto in un'auto dal lato passeggero di un'auto e, in seguito, è entrato in una scuola, l'Athénée Léonie de Waha, dove ha preso in ostaggio una dipendente.

A quel punto è intervenuta la polizia e ne è seguito un conflitto a fuoco. Il killer ha sparato ferendo 2 agenti ma non ha fatto vittime tra i minori: tutti gli alunni sono stati messi in sicurezza. Le forze dell'ordine hanno quindi ucciso l'uomo armato.

Tutti i dettagli sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa della polizia, tenutasi a ora di pranzo.

L'identità dell'attentatore

Secondo RTBF si tratterebbe di un 36enne con un passato da criminale comune, entrato e uscito varie volte di prigione.

Sarebbe stato in permesso fino a lunedì sera ma non sarebbe rientrato nella struttura scaduto il tempo limite, riporta l'emittente.

Il nome che fanno i media è quello di un uomo classe '82, originario di Rochefort, noto per alcuni piccoli reati e spaccio. La sera prima avrebbe compiuto un atto criminale in Lussemburgo.

Durante la conferenza stampa della polizia, però, non sono stati fatti nomi.

Gli inquirenti stanno cercando di capire se si sia convertito all'Islam o radicalizzato nel carcere di Lantin. Il suo profilo psicologico è stato giudicato "instabile".

Le vittime

Sono morte due agenti di polizia, come conferma il gabinetto del sindaco di Liegi, Willy Demeyer. Le loro identità però non sono ancora state rese note al momento di scrivere. La terza vittima è un giovane di 22 anni che stava passando di lì seduto sul sedile passeggero di una vettura.

L'inchiesta

Le autorità indagano per "presunto crimine terroristico" ma i motivi dell'attacco non sono ancora stati assodati. Il quotidiano belga LaLibre scrive che l'uomo avrebbe gridato Allahu Akbar in arabo ma gli inquirenti non hanno confermato. Il fascicolo è in mano della procura federale, competente in materia di terrorismo.

La folla che segue l'evolversi della sparatoria di Liegi. Courtesy of VICTOR JAY/via REUTERS

"Ci sono degli elementi che vanno nella direzione di un atto terroristico", ha dichiarato il portavoce della procura, Eric Van Der Sypt.

Livello di allerta terroristico

Il livello di allerta terroristica in Belgio resta a 2 su una scala di 4, senza nessun innalzamento del rischio. Lo ha confermato l'Ocam, l'Organismo che valuta il livello di minaccia terroristica in Belgio.

Il Paese è stato colpito da un attacco jihadista che ha causato la morte di 32 persone il 22 marzo 2016 e, da allora, è stato teatro di numerosi episodi violenti. L'ultimo attacco considerato "terroristico" è avvenuto il 25 agosto 2017: un trentenne di origine somala ha attaccato con un coltello dei soldati, ferendone leggermente uno, gridando _Allahu Akbar _nel cuore di Bruxelles. Il 6 agosto 2016, un algerino residente in Belgio ha attaccato due poliziotte con un machete davanti al commissariato di polizia di Charleroi prima di essere abbattuto. Daesh aveva rivendicato la responsabilità il giorno dopo.

Nel settembre 2016, nel quartiere di Bruxelles di Molenbeek, due poliziotti sono stati accoltellati ma senza essere feriti, salvati dal giubbotto antiproiettile.

Le reazioni

Il primo ministro belga, Charles Michel, ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime, così come il suo vice, Ministro dell'Interno, Jan Jambon.

Condoglianze e messaggi di solidarietà sono giunti anche da parte del Presidente Macron e da alcuni politici italiani.

Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani rivolgendosi alla plenaria a Strasburgo. "Purtroppo ancora una volta in Belgio, ed in Europa, ci sono morti a causa di una violenza incomprensibile".

La polizia belga ha defintio l'attacco un vero e propio assalto diretto alle forze di polizia. Il bilancio tra le forze dell'ordineè di 2 poliziotte morte e 4 agenti feriti, di cui due alle braccia e altri due alle gambe. Un agente è poi in pericolo di vita. La TV belga, Rtbf, ha poi pubblicato un video amatoriale girato da una donna su un balcone di un appartamento sotto cui è passato il killer di Liegi che lo ritrae negli attimi antecedenti la tragedia. L'uomo nel video viene ripreso mentre grida "Allah è grande" e ha in mano le armi delle poliziotte uccise e si dirige verso la scuola.