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A Lione la Marcia per i migranti Ventimiglia-Londra

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A Lione la Marcia per i migranti Ventimiglia-Londra

A Lione la Marcia per i migranti Ventimiglia-Londra
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È arrivata a Lione la Marcia dei migranti partita il 30 aprile scorso da Ventimiglia e diretta a Londra, dove è attesa per l'8 luglio prossimo.

Due mesi di cammino, 1500 chilometri a piedi, per parlare di migrazioni, accoglienza e legalità. Temi sempre più caldi in Francia, dove una recente riforma ha aumentato le pene per chi aiuta o favorisce l'ingresso o il passaggio sul territorio nazionale di persone senza permesso di soggiorno.

Secondo Nicolas, di mestiere educatore, la Marcia serve a rivendicare una accoglienza nel rispetto della dignità delle persone, ma anche il diritto assoluto alla libertà di circolazione. "E poi siamo contro l'idea che si possa negare la solidarietà, arrestare e scoraggiare i migranti e i volontari che li aiutano".

Lungo il cammino la Marcia raccoglie sostegno. Ma non solo: a Orange, nel Sud, l'accoglienza è stata poco calorosa.

"Ci aspettavano quelli del Fronte Nazionale coi loro slogan: prima i francesi, stranieri a casa..."

La Marcia è stata promossa dall'Auberge des Migrants, una associazione di solidarietà, e ad essa hanno aderito in centinaia: c'è chi cammina per una settimana, e chi per un giorno solo, tutti intenzionati a dare all'iniziativa una portata europea.

Laurence Alexandrovic, Euronews: "Quello migratorio è un tema difficile che divide l'Unione europea da tre anni, soprattutto a causa dei paesi dell'Est che si oppongono alle quote di accoglienza obbligatorie. Tra un mese a Bruxelles si terrà un vertice tra i capi di stato e di governo dell'Unione per tentare di cambiare le regole del diritto d'asilo. E dalla Marcia partono dei messaggi rivolti a loro:

"Aprite le frontiere invece di blindarle. Basta sperperare somme enormi per Frontex, un sistema spaventoso che respinge i migranti, li uccide o li rinchiude nei campi di deportazione, e non è un termine inappropriato".

Yannick Jadot, deputato europeo, Verdi: "Non possiamo abbandonare i rifugiati in Grecia o in Italia solo perché sono arrivati in Europa mettendo per la prima volta i piedi lì, bisogna condizionare l'erogazione dei fondi europei alla solidarietà: i paesi dell'Est vivono della solidarietà europea ma si rifiutano alla fine di applicare la legalità europea"

Dopo la tappa di Lione la Marcia riprende, per un nuovo tratto di 25 chilometri. Tra otto settimane saranno a Londra, con la speranza di aver mosso almeno un poco la coscienza collettiva.