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'Facciamo gioco di squadra'. L'apertura di Macron a Putin

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'Facciamo gioco di squadra'. L'apertura di Macron a Putin

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Il presidente francese Emmanuel Macron tende la mano alla Russia e si impegna ad agire per avvicinare ed ancorare Mosca all'Europa e superare così "25 anni di incomprensioni".

Il capo dell'Eliseo lo ha detto al Forum economico di San Pietroburgo, un anno dopo il suo primo incontro, a Varsailles, col presidente russo Vladimir Putin.

"Sono profondamente convinto che la storia della Russia e il suo destino siano legati all'Europa. Saluterei con favore un impegno russo nel Consiglio europeo, e vorrei che sulle questioni economiche, strategiche e di difesa il nostro dialogo, aperto da decenni, possa ricevere un nuovo impulso".

Dal canto suo, il presidente russo ha fatto prova di realismo, parlando della Francia come di un partner tradizionale, ma senza nascondere le divergenze su alcuni dei principali dossier internazionali.

"Ci sono molti problemi all'orizzonte, ma siamo nelle condizioni di compiere un dialogo dettagliato e multidirezionale, che crediamo sia da tempo in ritardo. I punti che stiamo discutendo ora, sui problemi di Corea del Nord e Iran, non ci stanno avvicinando, ma dobbiamo continuare a discutere".

Oltre alla politica, Macron e Putin hanno parlato d'affari. Giovedi la compagnia petrolifera francese Total ha stretto un accordo coi russi per un progetto legato all'estrazione di gas nel Mare Artico; progetto da 2,5 miliardi di dollari.

Sono proprio gli uomini d'affari che corroborano il dialogo. "Sono stato a lungo nel settore energetico. Abbiamo avuto relazioni molto strette e durature, affidabili con Gazprom da 40 anni. Questi rapporti commerciali tra aziende possono essere il collante dei due capi di Stato. Sono molto, molto felice con questo dialogo oggi" afferma un dirigente francese della Suez.

Putin vuole far vedere che non è isolato dal resto del mondo anche se i suoi capitani d'industria sono penalizzati dalle sanzioni economiche imposte dall'Occidente ini seguito all'annessione della Crimea nel 2014. alcuni di loro pero' sembrano non curarsene.

Samoylov Andrei Viktorovich, della POLYMIX : "Beh, la cosa non ci spaventa. Le sanzioni penalizzano anche chi le fa. Cominciamo a capire come aggirarle queste sanzioni e come tutelare l'economia russa. Guarda quanto è cresciuta la nostra economia. Più sanzioni l'Occidente mette in campo e per noi è meglio".