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Elettromobilità tra realtà e utopia

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Elettromobilità tra realtà e utopia

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L'elettromobilità sta lentamente guadagnando quota nel mercato delle automobili. Ma l'economia europea, per la quale i trasporti rappresentano un settore critico che contribuisce alla crescita e all'occupazione, avrà bisogno di sviluppare più tecnologienei decenni a venire. Eppure i cittadini, le industrie e le imprese si aspettano un sistema di trasporto economicamente efficiente in tempi brevi, sostengono gli esperti riuniti per business summit a Bruxelles.

Nicola Shaw, direttore esecutivo del National Grid Group, è ottimista sulla capacità del settore di dotarsi di veicoli elettrici capaci di soddisfare queste esigenze.

"Nella nostra flotta prevediamo un ricambio da cinque a dieci anni, questo è il tempo di utilizzo di un'automobile, mentre i veicoli pesanti come gli autobusdurano più a lungo. Quindi la domanda è quanto velocemente verranno sostituiti con modelli elettrici e penso che vedremo le prime sostituzioni già nei primi anni a partire dal 2020, in tutte le flotte".

Le automobili possono beneficiare degli sviluppi positivi delle tecnologie pulite ma l'assenza di alternative tecnologicamente valide ai carburanti liquidi nel trasporto aereo, marittimo e per carichi pesanti, solleva la questione dell'azzeramento delle emissioni di carbonio per il settore nel suo insieme.

"Non esiste una macchina a zero emissoni - esclama Neville Jackson, esperto di tecnologia presso la società di consulenza "Ricardo".- Le emissioni vengono prodotte durante l'intero ciclo di fabbricazione dei veicoli, dall'estrazione dei materiali alla produzione, al montaggio e quindi durante l'uso. Dobbiamo stare attenti a non trasferire le emissioni da una parte all'altra del processo produttivo altrimenti non ci sarà alcuna differenza".

Eppure sviluppare opzioni energetiche alternative è necessario. Gli obiettivi climatici globali a lungo termine e le preoccupazioni sulla qualità dell'aria lo impongono. Il rischio è diventare dipendenti dalle importazioni di materie prime necessarie per produrre batterie per auto su larga scala.

"Bisogna pensare all'elemento di rischio - sostiene Ananth Krishnan della società di consulenza Tata- : tutti noi vogliamo salvare il pianeta. L'elemento di rischio generale sono le risorse, l'inquinamento, l'ambiente e così via. Ma possiamo scappare dal rischio? Dovremmo ribaltarlo e pensare cosa succederebbe se le risorse fossero abbondanti e se il costo dell'energia fosse zero. Come cambierebbe il nostro comportamento? Faremmo qualcosa di diverso? E questo è il punto di partenza per l'innovazione nella tecnologia pulita, nei trasporti, nell'ambiente".