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Sulle strade della Fyrom, slalom tra le buche

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Sulle strade della Fyrom, slalom tra le buche

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Infrastrutture obsolete, insufficienti, pericolose. Stati senza risorse, senza sviluppo, dove il reddito medio è pari al 30% del resto dei Paesi europei. Il circolo vizioso di una crescita che non può decollare, senza infrastrutture. Siamo nei Balcani Occidentali e quelle che vedete sono le strade della Macedonia Nedelkov Ivica, autotrasportatore, dice: "Le nostre strade su una scala da 1 a 5 sono a 1, terribili, nel resto d'Europa anche le provinciali sono meglio delle nostre strade piene di buche".

Il disastroso stato dell'economia della regione, praticamente in stagnazione dal 2008, è stato illustrato da ultimo anche da uno studio del Fondo monetario internazionale.

Non solo strade, anche le infrastrutture per l'approvvigionamento idrico ed energetico sono inaffidabili, altro blocco per gli investimenti nazionali e stranieri. Poi ci sono le barriere fisiche, come quelle della frontiera dove si possono spendere anche 5,6,7,8, ore per passare il confine, per fare 500 metri.

Il tema delle infrastrutture sarà all'ordine del giorno del vertice dei Balcani Occidentali a Sofia, in Bulgaria, questo giovedì. Da quando si è aperta la rotta balcanica dell'immigrazione, inoltre, anche la sicurezza è un problema.

Nedelkov Ivica, autotrasportatore, racconta: "Ci sono colleghi che prendono multe di 2-3mila euro anche se non hanno colpe: loro si fermano, restano in coda al confine, i migranti saltano di nascosto sul loro camion e loro vengono multati dai croati ma non hanno colpe".

Questo rende molto meno competitivi i camionisti dei Balcani sul mercato europeo.

Borjan Jovanovsky, giornalista di euronews, dice: "Una delle missioni essenziali dell'integrazione europea è fornire un flusso efficiente di persone, beni e idee. La più grande sfida per la realizzazione di questa missione sarebbe il miglioramento delle infrastrutture stradali in Macedonia".

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